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L'allegra invasione dei bikers

Motoraduno, arrivi da tutta Europa

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È una delle eccellenze roveretane che resiste ininterrottamente da mezzo secolo e che ha contribuito, fin dagli albori degli anni Settanta, a promuovere il territorio lagarino nel mondo. Il «Motoraduno internazionale Città di Rovereto», d'altro canto, è un fiore all'occhiello delle vacanze in libertà tanto da richiamare all'ombra della Campana anche bikers a stelle e strisce, australiani, asiatici, sudamericani. Nel tempo, infatti, sono passati di qui mototuristi decisamente esotici che hanno scoperto un angolo di pianeta, il nostro, sconosciuto e incontrato grazie all'evento del Pippo Zanini. Non a caso il Motoraduno roveretano è stato insignito dalla Federazione proprio del titolo di «eccellenza».

Fino a domenica («ma sono già arrivati da giorni in città gruppi dall'Austria e dalla Germania», sottolinea con orgoglio il presidente Franco Pooli ), l'urbe sarà invasa dai centauri di mezzo mondo per l'edizione numero 48. Che, dopo le minacce del recente passato di archiviare l'esperienza, si ripropone come ritrovo sociale e turistico. I dissapori con il Comune sono appianati? Pare di sì anche se il sogno di un campeggio attrezzato ai Lavini - caldeggiato e promesso da vari lustri ormai - è ancora chiuso nel cassetto. Invocato addirittura dagli anni Ottanta e nel 2010 inserito, almeno come idea e dunque senza finanziamento, nel programma di governo dell'allora giunta Miorandi, il campeggio di Rovereto rimane una delle grandi incompiute della città. Da svariate legislature si parla dell'esigenza di dotare l'urbe di un campo attrezzato per i vacanzieri che prediligono l'aria aperta e che si spostano in camper, roulotte o semplicemente si portano appresso la tenda. Specie i visitatori del Nord Europa, gli stessi che ad ogni «chiacchierata» sullo sviluppo turistico del capoluogo lagarino si indicano come i clienti da intercettare, invitare, coccolare, soddisfare. A maggior ragione se si tratta di ciclisti con bagagli e famiglia al seguito, abituati a campeggiare ma, appena «sbarcati» in Vallagarina, «orfani» di uno spazio attrezzato per ospitarli.

Orbene, con queste premesse il camping avrebbe dovuto essere operativo chissà da quanto ma invece non è mai decollato. Si sono buttate lì ipotesi su dove metterlo ma non si è mai fatto niente. Eppure i privati, le associazioni, i circoli, ogni estate si autoallestiscono il proprio campeggio per poter venire incontro alle richieste degli ospiti. Il Motoclub Pippo Zanini, che da 48 anni organizza il Motoraduno con centinaia di centauri da ogniddove (l'anno scorso sono arrivati in 350 da tutto il Vecchio Continente, Penisola compresa), anche stavolta ha attrezzato un campo temporaneo confidando di poter disporre di un camping degno di tal nome dall'anno venturo.

«Questa volta sembra quella buona. - butta lì Pooli - Il Comune è davvero intenzionato ad attrezzare in modo permanente l'area dei Lavini nei pressi del centro sportivo di Marco».
Vedremo, insomma. Tantopiù che, in questo periodo, il camping sarebbe la ciliegina sulla torta dell'evento motorizzato più gettonato della Vallagarina. Che ogni anno il Pippo Zanini organizza per allietare i viaggi dei bikers ma pure per promuovere il territorio. Perché ognuno dei 300 iscritti al Motoclub è un potenziale tour operator e la stessa sede di via Follone, aperta 365 giorni all'anno accogliendo tutti, funziona anche come una sorta di ufficio turistico visto che il Motoraduno rilancia Rovereto in tutta Europa e si spinge fino oltre oceano tanto ad Ovest che ad Est. «All'estero siamo molto appetibili e, infatti, arrivano tantissimi motociclisti dalla Germania ma anche da Francia, Belgio, Finlandia, Regno Unito e pure Polonia e Paesi Baschi».
Uno spot coi fiocchi per il turismo che, tra l'altro, garantisce pure un certo indotto. Perché il Ferragosto, ininterrottamente dal 1971, parla straniero e fa girare l'economia. E a portare centauri esotici in città è, come detto, il Pippo Zanini, uno dei sodalizi storici di Rovereto, nato nel 1953 per onorare degnamente la scomparsa di Gianfilippo «Pippo» Zanini, un giovane e promettente pilota ufficiale Laverda che il 12 marzo di quell'anno, mentre stava preparando la gara Milano-Taranto, morì in un incidente stradale.

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