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Non si mettono d'accordo dopo l'incidente: multati perché intralciano il traffico nell'incrocio più intasato di Rovereto

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Ha subito un incidente in pieno corso Rosmini, è stato costretto a portare la propria macchina dal carrozziere e, come non bastasse, si è trovato pure con una multa da pagare per intralcio alla circolazione. Una giornata davvero da dimenticare per un giovane roveretano che alla fine dell’estate scorsa è stato coinvolto suo malgrado in un sinistro stradale all’incrocio con via Paoli. Un angolo di città, quello, che spesso è al centro di scontri per fortuna lievi visto che si tratta di uno degli incroci più trafficati e il tentativo di evitare il rosso semaforico spinge molti automobilisti ad allargare la traiettoria della curva finendo inevitabilmente contro altri colleghi di volante che arrivano dal senso opposto.

È quanto accaduto ad un conducente che, scendendo dal Corso verso piazzale Orsi, si è scontrato con una macchina che stava tentando di entrare in via Paoli.

L’impatto ha prodotto danni solo ai mezzi ma i due patentati non sono riusciti a risolvere il contenzioso - a quel punto esclusivamente economico - compilando la constatazione amichevole. E così, per redimere la questione e attribuire colpe certe (che comunque sarebbero state pagate dall’assicurazione) è stata allertata la polizia locale. Sul posto si è portata una pattuglia dei vigili urbani per i rilievi del caso e il conseguente verbale, utile, secondo la vittima dell’urto, per ricevere ristoro dopo la costosa riparazione della propria automobile.

La polizia, però, constatato che i due mezzi coinvolti erano danneggiati ma comunque in grado di muoversi e che i due conducenti li hanno lasciati esattamente dove sono venuti a contatto. Per questo ha deciso di multare gli astanti per intralcio alla circolazione in virtù di quanto contemplato dal terzo comma dell’articolo 189 del codice della strada.
In quel crocevia che nel tempo ha fatto dannare migliaia di pendolari motorizzati, infatti, le due macchine stavano paralizzando la circolazione costringendo chi viaggiava sull’asse Est-Ovest (da piazza Rosmini alla stazione ferroviaria) a inventarsi un senso unico alternato di marcia.

E, ovviamente, scatenando le maledizioni e i gestacci (corna o dito medio alzato) tipico del manuale del perfetto automobilista italiano stressato. La contravvenzione, si faccia attenzione, non è certo una spesa di poco conto visto che si parla di una cifra che può raggiungere i 335 euro. Insomma, troppo per non contestarla. Così, almeno, l’ha pensata il giovane punito con l’ammenda che ha impugnato il provvedimento davanti al giudice di pace. L’altro «sinistrato», invece, ha preferito mettersela via senza obiettare.

In aula, il guidatore ha insistito per spiegare il motivo della mancata rimozione delle macchine ed è una tesi che ha decisamente senso. In un’altra occasione, infatti, aveva spostato l’auto ma all’arrivo della polizia non era stato possibile stabilire chi avesse causato l’incidente e il malcapitato aveva dovuto pagarsi i danni di tasca propria. Per evitare il bis, dunque, ha preferito attendere l’arrivo delle forze dell’ordine e affidarsi ad un verbale inoppugnabile per evitare di mettere mano un’altra volta al portafoglio.

Per il giudice Paola Facchini, però, la giustificazione non è bastata. «Si ritiene che la mancata rimozione dei mezzi abbia costituito intralcio al traffico. - ha scritto in sentenza - Considerato infatti che l’incidente è stato di modesta entità, che le modalità dello stesso erano facilmente accertabili e che non vi sono stati feriti i veicoli andavano rimossi in quanto a causa della loro collocazione potevano a loro volta provocare altri incidenti trovandosi in zona di centro città a intenso traffico diurno. Si ritiene pertanto che nel caso specifico nessun rilievo possano avere fatti pregressi le cui condizioni e dinamiche sono diversi. Considerato un tanto il verbale impugnato dovrà essere confermato».

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