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Calci e testate ai carabinieri

Denunciato un quindicenne

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Un 15enne denunciato e finito dal pronto soccorso, un militare ferito (e pure lui all’ospedale), e una bufera sui social che non si è vista nemmeno il giorno delle elezioni. Sullo sfondo, una rissa, sulla quale ora i carabinieri stanno cercando di fare luce. È questo il bilancio della serata di giovedì in centro città.

Tutto è cominciato con una segnalazione: nel giardino di fronte alla piscina comunale c’erano dei ragazzi coinvolti in una rissa, con l’uso di oggetti contundenti. Evidentemente qualcuno poteva farsi male sul serio. Per questo il Radiomobile si è spostato in quella zona dando priorità all’intervento.

La macchina non era ancora arrivata davanti alla piscina: i carabinieri hanno notato quattro giovani che si allontanavano dal luogo in cui erano stati segnalati i disordini e li hanno fermati, chiedendo loro le generalità. Tre di loro le hanno date, uno è scappato.

I militari l’hanno inseguito e poi fermato. Ma il giovane - spiegano i carabinieri - non avrebbe collaborato nemmeno una volta bloccato. Si sarebbe agitato oltre ogni possibilità di fare, in strada, quel che era necessario, cioè identificarlo e verificare i suoi documenti. Da qui la decisione di portarlo in caserma.

Ma sembra che nemmeno il viaggio verso largo  Dalla Chiesa sia stato tranquillo: il giovane è infatti accusato di aver preso a calci e testate l’interno dell’auto, nonché di aver cercato di fare altrettanto con i due carabinieri che lo stavano portando in caserma. Una volta in ufficio il ragazzo ha chiamato i genitori e altrettanto hanno fatto i militari, perché questa è la procedura, in caso di minorenni. Chiarita la sua identità, il giovane è stato lasciato andare: un adulto sarebbe stato arrestato, ma per i minorenni vige un trattamento diverso. Il ragazzo è stato denunciato a piede libero per resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento e rifiuto di favorire le proprie generalità.
Infine, sia lui che un carabiniere, sono dovuti ricorrere alle cure del pronto soccorso.

Immediata la reazione della famiglia del ragazzo, che ha accusato i carabinieri di violenza gratuita su Facebook. L’ha fatto prima la madre (con un post poi rimosso), poi le sorelle, rendendo tra l’altro nota la sua identità, altrimenti protetta in quanto minore. Infine lui stesso. Ma sempre su Facebook questi post hanno raccolto più critiche che condivisioni: si è generato un mare di commenti. La maggior parte dei quali estremamente critici rispetto al ragazzo. Di lui, comunque, ora si occuperà la procura dei minori. Luogo certo più adatto di un social network.

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