Immobili

Arco, avviati i controlli su ottanta seconde case

Il comune ha iniziato le verifiche sulla legge Gilmozzi. Alcuni proprietari hanno rinunciato al codice identificato nazionale e sono passati al regime di locazione ordinaria

TRENTO. Sono in corso controlli su circa 80 seconde case per verificare il rispetto della legge Gilmozzi nel territorio comunale di Arco. Alcuni proprietari, una decina, hanno restituito intanto il Codice identificativo nazionale (Cin), alcuni passando a locazioni ordinarie.

È uno dei primi interventi messi in campo dall'amministrazione comunale per affrontare l'emergenza abitativa nell'Alto Garda, un fenomeno che secondo la sindaca è destinato a crescere senza interventi strutturali.

La legge Gilmozzi è norma provinciale del 2005 che permette la costruzione di nuovi edifici residenziali solo se destinati prevalentemente ad abitazione principale.I controlli avvengono incrociando dati, quelli della tassa sui rifiuti, per esempio, o recuperando i contratti dall'Agenzia delle entrate, che però stentano ad arrivare. Il Comune poi invia delle lettere per chiedere chiarimenti ai proprietari e successivamente, nel caso, per sanzionare.

Ulteriore problema sono gli appartamenti intestati a persone straniere, una ventina, difficilmente raggiungibili. "L'emergenza casa nell'Alto Garda - osserva Arianna Fiorio - è solo all'inizio e rischia di trasformarsi in un problema sociale sempre più grave se non arriveranno interventi strutturali a diversi livelli istituzionali. Il fenomeno è il risultato di molteplici fattori e richiede risposte articolate".

Secondo la sindaca è necessario modificare normative e di politiche coordinate tra Stato, Provincia e Comuni. A livello nazionale, per Fiorio, sarebbe necessario intervenire sulla normativa che disciplina le cosiddette locazioni brevi; a livello provinciale, invece, servirebbero interventi sull'urbanistica e sulla legge sul turismo.

«Dopo la recente pronuncia della Corte Costituzionale che ha riconosciuto la legittimità della legge Toscana sul turismo che consente ai Comuni di limitare e disciplinare gli affitti turistici - compresi quelli non imprenditoriali come le locazioni brevi - all'interno di specifiche zone o territori, bilanciando il diritto di proprietà con l'interesse pubblico alla tutela del tessuto sociale e urbano, non ci sono più scuse». Senza queste azioni, sostiene, «sarà impossibile invertire la rotta». Nel frattempo i sindaci si trovano ad affrontare un problema concreto con strumenti limitati.

«Come sindache e sindaci - osserva - abbiamo pochissimi mezzi a disposizione», ricordando che le azioni possibili a livello municipale sono già state avviate ma non possono da sole modificare un sistema economico nel quale il costo della casa non è più allineato ai redditi. In questo contesto, aggiunge, «se non si ha la fortuna di aver ereditato un immobile, con il solo lavoro l'acquisto di una casa diventa una meta irraggiungibile».

Il Comune di Arco ha inoltre aderito alla Fondazione Trentino abitare, uno strumento che consentirà di offrire un nuovo modello di mediazione nella gestione delle locazioni. Il sistema prevede la garanzia dell'affitto, la copertura delle spese, la gestione degli inquilini e la restituzione dell'appartamento ai proprietari.

Tra le azioni previste anche l'utilizzo della leva fiscale, con sgravi sull'Imis per chi sceglierà di affittare con contratti ordinari (4 anni + 4 oppure 3 anni + 2) e la redazione del dimensionamento residenziale, che permetterà al Comune di intervenire in sede di pianificazione urbanistica, con particolare attenzione alla prima casa e all'edilizia agevolata.

Secondo la sindaca, le conseguenze sociali della crisi abitativa sono già visibili: «Le persone non trovano casa, le famiglie non si formano, i figli non nascono, i posti di lavoro rimangono vacanti e si cade nel dramma di rimanere senza un'abitazione».

Infine, la sindaca ricorda l'incontro informativo organizzato dal Comune di Arco insieme alla Fondazione Trentino Abitare, in programma l'11 marzo alle ore 20.30 a Palazzo dei Panni. L'appuntamento servirà a illustrare ai proprietari il funzionamento operativo di questo nuovo strumento e a presentare una modalità di affitto definita sicura e garantita.

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