La polemica

Attacchi sessisti, la Commissione pari opportunità condanna le offese a Santi e Betta

L’organo del Consiglio provinciale di Trento che promuove l'uguaglianza di genere e la non discriminazione interviene sugli attacchi verbali e sui social rivolti all’ex sindaca e alla sua vice. La presidente Marilena Guerra parla di violenza e chiede responsabilità a istituzioni, piattaforme e comunità

TRENTO. La Commissione pari opportunità tra donna e uomo del Consiglio provinciale di Trento condanna «con la massima fermezza» la diffamazione e la violenza che, negli ultimi giorni, si sono manifestate attraverso attacchi verbali e sui social network nei confronti delle ex amministratrici di Riva del Garda, Cristina Santi e Silvia Betta.
 

«Non si tratta di semplice critica politica – si legge nella nota firmata dalla presidente Marilena Guerra – ma di attacchi personali che mirano a screditare, umiliare e intimidire le persone in quanto donne». Secondo la Commissione, il linguaggio utilizzato va ben oltre il legittimo dissenso e assume i contorni di una vera e propria forma di violenza, capace di alimentare un clima di odio e discriminazione e di allontanare il confronto pubblico dai valori del rispetto e della responsabilità.
 

La presa di posizione sottolinea come la violenza verbale, soprattutto quando corre sulle piattaforme digitali, non sia mai neutra né innocua. «Questo tipo di linguaggio – prosegue la nota – non è accettabile e non può essere tollerato», perché contribuisce a normalizzare comportamenti offensivi e intimidatori, colpendo in modo particolare le donne impegnate nella vita pubblica e politica.
 

La Commissione ribadisce infine che il dissenso non giustifica mai l’odio, la diffamazione o l’uso di parole violente e lancia un appello a una assunzione di responsabilità collettiva. Alle istituzioni viene chiesto di non minimizzare episodi di questo tipo, alle piattaforme social di contrastarli in modo efficace e alla comunità di non restare indifferente di fronte a fenomeni che minano la qualità del dibattito democratico e la dignità delle persone.

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