L'intervento

Arco, parte la demolizione del padiglione A dell’ospedale

E' il primo passo del piano di riqualificazione della struttura, finanziata da Pnrr e Provincia. L’intervento precede ricostruzione e adeguamento sismico dei padiglioni, per un investimento di quasi 12 milioni. Autorità e tecnici presenti alla cerimonia hanno parlato di passaggio storico per la sanità dell’Alto Garda

ARCO. È iniziata questa mattina la demolizione del padiglione A dell’ospedale, primo passo del piano di investimenti che punta a rinnovare e rendere pienamente funzionale la struttura sanitaria dell’Alto Garda. L’intervento interessa un volume di circa 17mila metri cubi e si concluderà entro febbraio 2026, per poi lasciare spazio alla ricostruzione parziale del padiglione A e al miglioramento sismico del padiglione B. L’investimento complessivo sfiora i 12 milioni di euro, finanziati per 10 milioni attraverso il PNRR e per 2 dalla Provincia.

Alla cerimonia di avvio dei lavori erano presenti, tra gli altri, il presidente Maurizio Fugatti, l’assessore alla salute Mario Tonina, il direttore generale dell’Apss Antonio Ferro, la responsabile infrastrutture Debora Furlani, il direttore degli ospedali di Trento e Arco Michele Sommavilla, la sindaca Arianna Fiorio e il presidente della Comunità Alto Garda e Ledro Giuliano Marocchi. Le opere sono affidate a Zampedri Lorenzo srl per la demolizione, all’impresa Calliari per il miglioramento sismico del padiglione B e alla Mak costruzioni per la ricostruzione del padiglione A.

Nel corso degli interventi istituzionali, Fugatti ha definito l’operazione “un investimento strategico per garantire servizi qualificati e accessibili sul territorio”, mentre Tonina ha richiamato il percorso di rafforzamento degli ospedali territoriali e delle Case della comunità. La sindaca Fiorio e il presidente Marocchi hanno parlato di “momento significativo e storico” per Arco, sottolineando l’importanza di un presidio sanitario capace di rispondere alle esigenze attuali e future della comunità.

Entrando nel dettaglio, l’ingegnera Furlani ha spiegato che l’intervento rientra nel piano finanziato tramite PNC e fondi provinciali, approfittando dell’assenza di attività sanitarie nei padiglioni A e B per operazioni meno invasive. Il progetto di demolizione vale 1.125.000 euro e prevede l’abbattimento del padiglione A e di due edifici accessori. La ricostruzione del padiglione A, su un unico livello di 1.485 metri quadrati destinati a funzioni generali – farmacia, accettazione, servizi logistici – inizierà a febbraio e terminerà a dicembre 2026, con un costo di 6.550.000 euro. Il miglioramento sismico del padiglione B, dal valore di 4.200.000 euro, si chiuderà a settembre 2026.

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