Riva del Garda, aperto il nuovo sportello contro la violenza sulle donne
All’inaugurazione presente Fugatti. Il Pd accoglie con favore l’apertura della nuova sede antiviolenza a Riva del Garda, ma sollecita la Provincia a rafforzare gli interventi educativi e culturali per prevenire la violenza di genere e promuovere relazioni fondate sul rispetto e sulla parità
RIVA DEL GARDA. È stata inaugurata la nuova sede periferica del Centro antiviolenza di Rovereto a Riva del Garda, alla presenza del presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, del sindaco Alessio Zanoni, della vicesindaca Barbara Angelini, della vicepresidente della Comunità Alto Garda e Ledro Ginetta Santoni e della presidente del Coordinamento Donne di Trento Paola Paolazzi. Il nuovo presidio, operativo da gennaio e ora trasferito in via Rilke 8, rafforza la rete provinciale contro la violenza di genere, che conta cinque sedi tra Trento, Rovereto, Cles, Cavalese e Riva del Garda.
Il presidente Fugatti ha sottolineato che “prosegue con determinazione l’impegno della Provincia nel contrasto alla violenza contro le donne, in continuità con il lavoro avviato nella scorsa legislatura con l’assessora Stefania Segnana. L’apertura di nuove sedi e sportelli significa una rete di accoglienza più capillare e una maggiore possibilità per le donne di chiedere aiuto”. Il presidente ha ricordato il potenziamento delle case rifugio e l’assegno di autodeterminazione, innalzato a 500 euro e reso illimitato nel budget, passato da 52 beneficiarie nel 2022 a 74 nel 2023.
Zanoni ha voluto essere presente “non solo come sindaco, ma come uomo”, rimarcando che la responsabilità maschile “deve essere piena e consapevole”. Angelini ha evidenziato che “questa nuova struttura garantisce protezione, sicurezza e riservatezza, elementi fondamentali per accogliere e accompagnare le donne in un percorso di uscita dalla violenza”, ringraziando i genitori di Alba Chiara Baroni e la consigliera provinciale Michela Calzà per il loro impegno sul tema.
La vicepresidente Santoni ha ricordato che “dopo i tragici femminicidi di Alba Chiara Baroni ed Eleonora Perraro è stato istituito il Tavolo contro la violenza di genere, che quest’anno si è ampliato coinvolgendo anche le associazioni locali”. Paolazzi, presidente del Coordinamento Donne, ha ripercorso la storia dell’associazione “nata negli anni ’80 per promuovere la parità e decostruire gli stereotipi di genere, oggi presente con cinque sedi e un’attività sempre più capillare”.
Il nuovo sportello di Riva del Garda, aperto ogni giovedì, offre ascolto, consulenza psicologica, legale e sociale, oltre a percorsi di reinserimento lavorativo e sostegno per i figli minori. Il centro si inserisce nella Strategia provinciale contro la violenza sulle donne e risponde a una domanda crescente di supporto, aumentata del 30% nel 2024 rispetto all’anno precedente. È uno spazio di accoglienza e accompagnamento, ma anche un punto di riferimento per costruire una rete di prevenzione condivisa tra istituzioni, scuole e territorio.
Come ha evidenziato Michela Calzà per il gruppo del Partito Democratico, promotore della mozione approvata all’unanimità nel febbraio 2024 per l’ampliamento degli sportelli antiviolenza: “Questa apertura rappresenta un primo passo concreto, ma serve investire di più sull’educazione alle relazioni e sul rispetto di genere, partendo dai giovani”.
Oltre 70 femminicidi registrati in Italia nel 2025 ricordano quanto la prevenzione sia urgente. “La violenza di genere – ha aggiunto Calzà – è figlia di una cultura del dominio e della disuguaglianza. Per sradicarla servono percorsi educativi continui, capaci di promuovere rispetto ed empatia fin dall’infanzia”.
La riapertura dello sportello di Riva del Garda è quindi per il Pd un passo importante, ma non sufficiente: occorrono risorse adeguate, impegno costante e una consapevolezza collettiva che ogni donna ha diritto di vivere libera, rispettata e al sicuro.