Jacopo Salvi, nove anni di ritratti vip a Venezia: “Ogni anno diverso, ma che emozione”
Il fotografo arcense documenta ogni aspetto della Mostra Internazionale del Cinema e di quanto le ruota attorno. Un incarico il suo che inorgoglisce papà Stefano ma anche la nostra redazione, visto che Jacopo è stato per anni il nostro miglior fotoreporter in cronaca e ancora oggi le foto d'archivio impreziosiscono le nostre pagine
ARCO. Giornate che durano quasi 20 ore trascorse con la macchina fotografica in mano (una Canon R5 mirrorless), con l'occhio attento, l'orecchio alzato e lo scatto (meccanico e fisico) pronto per non mancare mai la foto del momento. Da nove anni Jacopo Salvi, fotografo arcense, trascorre due settimane pienissime al Lido di Venezia, documentando ogni aspetto della Mostra Internazionale del Cinema e di quanto le ruota attorno.
Un incarico il suo che inorgoglisce papà Stefano ma anche la nostra redazione, visto che Jacopo è stato per anni il nostro miglior fotoreporter in cronaca e ancora oggi le foto d'archivio impreziosiscono le nostre pagine. «L'emozione rimane la stessa anche dopo anni - racconta Jacopo - ma questo del cinema è un mondo in continua metamorfosi. Ogni anno una atmosfera diversa, una ricerca differente, una visione nuova, le situazioni attorno a noi continuano a cambiare. Dal punto di vista professionale è sempre un momento molto forte, che ti rimette puntualmente in discussione. Ma anche una grande opportunità».
Salvi a Venezia lavora con l'Ufficio attività editoriali e web della Biennale di Venezia, guidato da Flavia Fossa Margutti, già direttrice della comunicazione al Mart di Rovereto. Ed è stato proprio lì, molti anni fa, che i due si sono incontrati: «Col Mart la collaborazione prosegue - spiega Salvi - resta una preziosa fucina per ricerca e sviluppo con Susanna Sara Mandice ora responsabile della comunicazione». Dal 24 agosto al 7 settembre Salvi è tornato sul red carpet del Palazzo del Cinema: «Già prima di sbarcare al Lido serve un mese di preparazione - racconta - ma la condivisione e la progettualità in realtà durano tutto l'anno con gli uffici veneziani. La mia giornata tipo? Sveglia alle 6.30, preparazione del pranzo che mi porto dietro, primi scatti con le fotocall delle 9.30, quindi le interviste e le conferenze stampa che si susseguono ogni 20 minuti dalle 11 fino alle 16. In contemporanea c'è sempre da tenere d'occhio il red carpet e tutto quello che vi accade attorno. Si finisce con gli ultimi passaggi verso le 23, a volte a mezzanotte ma non si torna a casa prima delle 2 perché c'è poi da sistemare, selezionare, spedire le ultime cose a chi poi le dovrà usare sui canali social, web e informativi».
Tra gli aspetti più stimolanti c'è il lavoro gomito a gomito con altri grandi professionisti di tutto il mondo, compresi i fotografi di Reuters, Ansa, Ghetty, France Press. «L'equilibrio va rispettato, mai ostacolarsi, semmai aiutarsi. Quest'anno è stato bello lavorare al Lido».
Salvi ha ritratto tutti i principali protagonisti della Mostra del Cinema: attori, registi, produttori, vip che di lì passano anche per sponsorizzazioni e comparsate. Tra tutti un incontro gli ha lasciato una luce particolare, quello con l'attore australiano Jakob Elordi, a Venezia per il «Frankenstein» di Guillermo del Toro, di cui è protagonista: «Giovane e con tanta energia. Abbiamo chiacchierato e mi ha chiesto di ritrarlo con la sua famiglia. Un momento particolare, quasi intimo. Una persona vera».