Sicurezza

Telecamere con lettura targhe per gli ingressi a Riva: il progetto riprende quota

Nato nel 2017 non ha mai trovato concreta attuazione: 15 varchi posizionati nei punti strategici d’accesso all’Alto Garda e Ledro. Il presidente Giuliano Marocchi: «C’è l’esigenza di aumentare il livello di sicurezza, è ora di dare risposte concrete»

di Paolo Liserre

RIVA DEL GARDA. Otto anni, ovvero 96 mesi, che in giorni fanno poco meno di tremila. Un periodo di tempo durante il quale altrove nel mondo (difficilmente in Italia) sono in grado di realizzare infrastrutture pubbliche strategiche e innovative.

Altrove però. Per rimanere nel nostro piccolo, otto anni sono trascorsi da quando vide la luce per la prima volta il progetto del sistema di telecamere «lettura targhe» nei punti strategici di accesso a tutto l'Alto Garda e Ledro, da nord a sud, da est ad ovest. Un progetto che ha avuto una vita molto travagliata, specialmente all'inizio della passata consiliatura, e che adesso sembra riprendere vigore per volontà della Comunità di Valle.

Nella riunione della conferenza dei sindaci che dovrà tra l'altro indicare i due nominativi di propria competenza per il rinnovo della Cpc, il tema è all'ordine del giorno e il presidente Giuliano Marocchi è intenzionato ad approfondire la questione coi colleghi primi cittadini per dare un'accelerata alla pratica.

«Nei mesi passati e anche recentemente si sono verificati episodi che hanno rimesso al centro dell'attenzione la questione sicurezza - osserva il presidente della Comunità e sindaco di Tenno - Furti di bici, furti su autovetture, e purtroppo altro ancora. C'è una comprensibile esigenza di sicurezza ed è venuto il momento di dare una risposta concreta, mettendo gambe e sostanza a un progetto per troppo tempo rimasto chiuso in un cassetto».

La Comunità di Valle ne manterrebbe la regia, anche perché la questione è territoriale, ma ovviamente c'è bisogno del coinvolgimento e della condivisione di tutti i Comuni e quindi dei primi cittadini. Tra l'altro le risorse sono lì da anni, al momento circa 500 mila euro "parcheggiati" nell'avanzo di amministrazione. «Eventualmente dovremo fare una verifica dei costi essendo passato molto tempo - aggiunge ancora Marocchi - E poi una variazione di bilancio per sbloccare i fondi».

Passaggi burocratici indispensabili che però potrebbero trovare un forte impulso dinnanzi alla condivisione di tutti i primi cittadini. La prima approvazione del progetto da parte della conferenza dei sindaci risale addirittura all'inizio di novembre del 2017, otto anni fa appunto, allora presidente della Comunità di Valle l'ex assessore rivano Mauro Malfer . Nel mezzo c'è stata una pandemia e il mondo è cambiato profondamente. Il progetto prevedeva l'installazione di telecamere provviste di tecnologia per il riconoscimento delle targhe in 15 varchi sparsi sul territorio, non in aree urbane bensì lungo il perimetro dei sette comuni. I dati raccolti verrebbero quindi inviati tramite ponti radio o banda larga ad una centrale operativa, unica per tutti, che a suo tempo era stata individuata nella società in house del Comune di Riva «Apm srl».

Un «grande fratello» che segnali in tempo reale veicoli non assicurati, rubati, posti sotto sequestro o in fermo amministrativo, non abilitati alla circolazione, etc., e che favorisca il controllo del territorio ed incoraggi un maggior senso di sicurezza. A suo tempo il progetto, partito da una iniziale richiesta del comune di Ledro poi raccolta anche da quelli di Riva, Arco, Nago-Torbole, Tenno, Dro e Drena, era stato sollecitato pure dalle categorie economiche. Ora (forse) siamo arrivati al rilancio decisivo.

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