Garda

Canoa e surf, gli anziani sono sulla cresta dell'onda

Entusiasmante esperienza vissuta dagli ospiti della Rsa di Brentonico. Aldo a 84 anni è salito per la prima volta su una tavola da surf: “Si torna bambini a una certa età, quello che conta diventa alzarsi ogni giorno e sentirsi bene”

GARDA. Una giornata in spiaggia tra windsurf e canoa, per scacciare la monotonia di una routine che, dopo una certa età, spesso è il più temibile dei mali. Con l'estate si rinnova l'impegno dell'atleta di windsurf trentino Marco Aggravi nei confronti delle categorie più fragili e, sempre sostenuto nella logistica da Marco Segnana del noto centro sportivo arcense, il suo progetto «Marco ITA108 - Lo sport unisce» ha ripreso corpo in una serie di giornate sulle rive del Garda dedicate allo sport e alla solidarietà.

Martedì scorso è stata la volta dell'open day con gli ospiti della casa di riposo Apsp Brentonico: una ventina di residenti stabili della struttura sono stati coinvolti in una giornata di svago, provando l'ebbrezza degli sport acquatici maggiormente praticati sul Garda; la maggior parte di loro tramite l'utilizzo di un simulatore o comunque rimanendo ben al sicuro a riva, ma qualcuno anche buttandosi nella viva esperienza di praticare lo sport in acqua.

«Una giornata straordinaria - ha commentato Fulvio Viesi, presidente dell'Apsp - il risultato di questa collaborazione con Marco è andata oltre alle aspettative. Sentirsi così accolti e considerati dà un senso alle giornate di questi anziani: la relazione e il contatto con la gente li fa rinascere».

Una rinascita reale, anche a giudicare dai commenti di alcuni dei partecipanti alla giornata, come Aldo, che a 84 anni è salito per la prima volta su una tavola da surf: «Si torna bambini a una certa età, quello che conta diventa alzarsi ogni giorno e sentirsi bene. Giornate così di tanto in tanto, e soprattutto la compagnia, ravvivano la quotidianità e allontanano la depressione»; o Margherita, 95 anni: «Marco è molto caro, si è attaccato a tutti noi e ci ha fatto questo regalo. Io venivo qui al lago tanti anni fa, anche allora era pieno di gente e di vita».

Un modello di inclusione, quello promosso da Aggravi, che punta a creare ponti tra la società e tutte le categorie fragili: gli open day presso Surf Segnana infatti includono momenti con ragazzi portatori di disabilità, neurodivergenze e con persone della terza età. La convinzione che lo muove ormai da anni nella sua impresa di volontariato è il fatto che lo sport sia per tutti, che unisca le persone e che si possa fare veicolo per rendere la quotidianità meno pesante, favorendo la socializzazione.

«Grazie come sempre al mio team di volontari Ely, Elvira, Sara, Denis, Antonella ed Aquila Mahapiya Wambli, oltre alle mie ragazze Beatrice e Debora - ci tiene a ricordare Marco Aggravi - la parola d'ordine come sempre è inclusione attraverso lo sport, oggi celebrato in una giornata piena di amore, libertà e rispetto».

comments powered by Disqus