Alto Garda

Laghel di Arco, cani lasciati liberi dai proprietari sterminano i caprioli e terrorizzano i passanti

Allarme sulla conca situata sopra il centro abitato, dove fino a un anno fa era normale vedere gli ungulati correre tra gli ulivi: ora sono stati uccisi e l'area è assediata da branchi. L'indagine in corso sta individuando i responsabili. L'assessora Chiara Parisi: «Prima di tutto vogliamo sensibilizzare i proprietari e spiegare quanto possa essere dannoso il loro animale. Talora si dà la colpa delle predazioni ai grandi predatori selvatici, quando in realtà sono i nostri animali domestici a essere pericolosi»

TRENTINO In pronto soccorso una donna azzannata da un cane
AGGRESSIONE Morsa dal cane tra Aldeno e Romagnano mentre passeggia

TRENTO - L'affascinante conca di Laghel, sopra il centro abitato di Arco, dove fino a un anno fa era normale vedere caprioli correre felici tra gli ulivi, è assediata da branchi di cani che mettono paura. Non solo agli ungulati ma anche agli umani. I caprioli nel giro di pochi mesi sono stati sterminati.

Pezzi di carcasse sono stati ritrovati in diverse zone, l'ultimo, martedì, di un cucciolo mentre pochi giorni prima, per un esemplare agonizzante, è intervenuta sul posto la forestale col veterinario provinciale, senza riuscire a salvare il povero animale. Diverse le segnalazioni alla forestale e all'amministrazione comunale da parte dei residenti per una situazione diventata insostenibile.

È in corso una indagine per individuare i cani responsabili, alcune indicazioni già ci sono. Si tratta di esemplari lasciati liberi di scorazzare per i boschi da alcuni proprietari. Comportamento non consentito. I cani poi si ritrovano in branco, anche solo in due, e l'istinto di caccia a quel punto prevale.

Negli anni scorsi era stato segnalato su queste pagine un fenomeno analogo che accadeva in valle di Ledro, dove spesso animali di cortile o caprioli venivano attaccati, sbranati, smembrati o feriti da branchi di cani, salvo poi dare magari la colpa a volpi, lupi o orsi.

I cani in branco possono diventare pericolosi e da alcune settimane alcuni giovani che rientrano a casa in bici a Laghel alla sera tardi, dopo il lavoro, hanno timore di venire aggrediti.

La questione è finita sul tavolo della sindaca di Arco, Arianna Fiorio, e dell'assessora competente, Chiara Parisi: «La situazione ci è stata segnalata. Abbiamo il problema dei privati - ha detto Parisi - che lasciano liberi i cani dai loro cortili ma anche quelli che li lasciano liberi mentre sono in passeggiata.

Abbiamo pensato a una soluzione per gradi. Prima di tutto vogliamo sensibilizzare i proprietari di cani, coinvolgerli nel ragionamento per spiegare quanto possa essere dannoso il loro animale. Di fatto, banalmente, anche i gatti lo sono, fanno una strage di fauna selvatica pazzesca anche in ambiente urbano, uccellini, piccoli rettili. Fare quindi leva sulla responsabilità dei proprietari di cani nei confronti della fauna selvatica che ha il diritto di avere il suo spazio sia con una sensibilizzazione personale ma anche con della segnaletica».

Inoltre ci sono i custodi forestali che se ne stanno occupando con dei sopralluoghi. «Stiamo cercando soluzioni su più fronti - ha spiegato Parisi - il tema è importante anche perché talora si dà la colpa ai grandi mammiferi selvatici di fare predazioni quando in realtà sono i nostri animali domestici a essere pericolosi. Questo vale in ambiente boschivo ma anche urbano: nei parchi, cani lasciati liberi in più di un'occasione hanno morso persone».

A Laghel i caprioli che c'erano, liberi tra gli olivi e il bosco, sono stati ammazzati: «Quando il cane entra nell'istinto predatorio - ha aggiunto Parisi - una volta conquistata la sua prima preda, è difficile farglielo togliere. Quando sono più di uno, fanno coppia o branco, e sono succubi di una foga predatoria, non per cibarsi ma per cacciare e uccidere.

Già la fauna selvatica è in affanno e in più manca l'acqua; non abbiamo bisogno di branchi di cani liberi. Faccio un appello a tutti, visto che siamo tutti amanti degli animali: occorre ritrovare l'equilibrio giusto, e il senso di responsabilità, proprio per il bene dei nostri animali. Infine la sicurezza: non possiamo arrivare al punto che i ragazzini non possono uscire di casa di notte per paura di cani, col rischio di essere aggrediti. È un tema che deve tornare in capo alla responsabilità dei proprietari; come quello delle deiezioni».

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