Il processo / Garda

Dramma di Salò, stato di ebbrezza: le motivazioni della sentenza che ha condannato a 2 e 4 anni i due tedeschi

Il motoscafo che guidavano hanno travolto e ucciso Greta Nedrotti e Umberto Garzarella. A un anno dalla loro morte l’amministrazione ha prescritto nuovi limiti di velocità nel golfo di Salò

IMMAGINI La tragedia sul lago

LAGO DI GARDANuovi limiti di velocità nel golfo di Salò. Li ha prescritti l'amministrazione comunale a un anno dalla morte di Greta Nedrotti (24 anni) e Umberto Garzarella (37, i due sono nella foto) travolti da un motoscafo nella notte mentre erano a bordo della loro barca, un gozzo. E in questi giorni sono state rese note le motivazioni della sentenza di condanna di Christian Theismann e Patrick Kassen, i due turisti tedeschi che il 19 giugno 2021 erano a bordo e alla guida del loro motoscafo «Riva» che investì il gozzo.

I due giovani gardesani morirono praticamente sul colpo. Kassen, che era alla guida, è stato condannato a 4 anni e 6 mesi di reclusione mentre Teismann a 2 anni e 11 mesi. La sentenza è di fine marzo, il Pm aveva chiesto 6 anni e mezzo per Kassen e 4 anni e 2 mesi per Teismann. Sono stati ritenuti responsabili di naufragio colposo e omicidio colposo plurimo. Sono 101 le pagine di motivazioni nelle quali si ricostruiscono gli eventi.

La tragedia di Salò: dalla notte maledetta all’arresto del manager tedesco

Per la tragedia di Salò la svolta è arrivata lunedì 5 luglio, con l’arresto di Patrick Kasser, il manager tedesco che era alla guida del motoscafo che ha investito e ucciso Umberto Garzarella, 37enne caldaista di Salò, e Greta Nedrotti, 25 anni, studentessa universitaria di Toscolano Maderno. Kasser si è consegnato alle autorità italiane al Brennero. Ecco tutte le tappe della vicenda.



Il giudice Mauroernesto Macca, come riporta il giornale Bresciaoggi, diceva tra l'altro che si era accertato che «gli imputati e in particolare Kassen, al momento dell'impatto con il lancione, erano in stato di ubriachezza o quantomeno di ebbrezza alcolica».

Lo stato di alterazione sarebbe emerso da una «serie convergente di elementi rappresentanti la stessa, sia prima sia dopo il sinistro», come alcuni video, foto e da alcune testimonianze che avrebbero riportato di comportamenti «inequivocabilmente riconducibili a uno stato di alterazione alcolica degli imputati e in particolare di Kassen».

«Ulteriore profilo di colpa dei due imputati - è poi riportato da Brescia oggi che cita la sentenza - è costituito dal superamento della velocità massima consentita nel lago di Garda, che, come visto, è di 5 nodi nelle ore notturne. L'istruttoria esperita ha infatti permesso di accertare che il Riva, al momento della collisione con il lancione, viaggiava alla velocità di circa 19,44 nodi».

Velocità notturna che l'amministrazione in questi giorni ha ridotto a 3 nodi (e da 20 a 15 nodi di giorno). Di particolare rilevanza viene considerata anche «l'assegnazione indebita di funzioni» perché «Teismann, pur consapevole dello stato di ebbrezza dell'amico, che aveva assunto per tutta la giornata alcolici e faticava a mantenere un'andatura regolare, gli aveva affidato il proprio motoscafo sin dalla partenza e per tutta la durata del non breve viaggio, di circa 10 chilometri, da San Felice a Salò».

Gli imputati, poi «nel corso della navigazione, non hanno posto in essere alcuna condotta idonea a impedire l'evento» e «i rilievi effettuati e le immagini agli atti dimostrano infatti che, una volta avvenuto lo speronamento, il Riva ha proseguito nella propria rotta con una velocità praticamente costante».

Nessuna responsabilità, invece, è stata riscontrata a carico di Greta e Umberto, la loro luce era regolamentare. Sul «mancato rispetto della precedenza», nelle motivazioni riportate da Bresciaoggi, si legge che «siccome il gozzo era fermo ed era entrato nel fascio dei fari di ormeggio del Riva almeno 2,5 secondi prima, Kassen aveva la possibilità di accostare a dritta per evitare l'abbordo».

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