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Expo Riva Schuh kaputt:

salta l'edizione estiva

«Ci vedremo in dicembre»

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Ha cercato di resistere sino all’ultimo ma il gap temporale col resto del mondo in termini di diffusione del virus Covid 19 non poteva non preludere a una decisione che da ieri mattina è diventata ufficiale: l’edizione estiva 2020 di «Expo Riva Schuh», l’evento di punta dell’offerta di Riva Fiere Congressi spa, non si farà. Se tutto va bene e se l’emergenza rientrerà in tutto il mondo nei prossimi mesi, il secondo appuntamento di quest’anno con la fiera internazionale delle calzature verrà recuperato a dicembre anticipando di fatto l’evento di gennaio 2021. E lo schema giugno-dicembre poi diventerà la nuova «regola» sia per Expo Schuh che per la nuova Gardabags che da alcuni anni accompagna la fiera principale.

L’annuncio ufficiale è arrivato l'altrpieri mattina da parte del presidente della società Roberto Pellegrini reduce da una fitta serie di videoconferenze internazionali con espositori e aziende che figurano sotto la voce «visitatori». In una nota della società si fa presente che «con il perdurare della situazione di emergenza sanitaria in cui si trovano quasi tutti i Paesi del mondo, il consiglio di amministrazione di Riva del Garda Fierecongressi, dopo un’attenta valutazione degli scenari, ha preso atto che non sussistono le condizioni per lo svolgimento delle prossime edizioni di Expo Riva Schuh e Gardabags inizialmente previste dal 13 al 16 giugno a Riva del Garda». «Abbiamo effettuato un primo sondaggio tra tutti i soggetti interessati e poi uno più accurato per capire le loro intenzioni - precisa il presidente Pellegrini - L’idea di anticipare la fiera di gennaio a dicembre l’avevamo valutata già da alcuni anni e quest’emergenza ci “costringe” ad accelerare i tempi. Rispetto alla tipologia di prodotto, nelle ultime edizioni la distinzione tra offerta invernale e offerta estiva si era già fatta meno marcata e nell’evento che proporremo a dicembre vi sarà un mix di tipologie». Le date precise verranno individuate in un secondo momento ma difficilmente il nuovo evento invernale 2020 di Expo Schuh sarà collocato a ridosso del Natale, più facile nei primi giorni del mese.

Il tutto ovviamente è legato all’andamento di questo maledetto virus, in Italia ma soprattutto nel resto d’Europa e del mondo. «Il maggior numero di visitatori e di aziende sono europei - osserva Pellegrini - e quello di espositori comunque stranieri. Bisognerà vedere come evolve la situazione. Se a ottobre l’emergenza non sarà passata, c’è il rischio che salti anche l’edizione di dicembre. E se così dovesse essere la perdita sul fatturato ammonterebbe a circa 7 milioni di euro». Il dato, come detto, è relativo al fatturato di Rfc che nel frattempo ha fatto scattare per la prima volta nella sua storia la cassa integrazione a rotazione per i suoi circa 40 dipendenti, condividendo la decisione col personale stesso: parte è da tempo in telelavoro, parte sta recuperando ferie arretrate, per tutti vi sarà una settimana di cassa a rotazione nel mese di aprile, poi alla fine del mese si vedrà. Dal punto di vista economico il buco non riguarda solo ed esclusivamente Riva Fiere ma tutto l’indotto che gravita attorno agli eventi del comparto fieristico-congressuale: strutture ricettive, aziende artigiane, fornitori, etc. Secondo uno studio dell’Università di Trento di pochi anni fa, si parla di un indotto diretto superiore ai 10 milioni di euro e indiretto attorno ai 5 milioni di euro. Soldi che rischiano di venire a mancare in toto e di mettere in ginocchio diverse aziende della zona, con tutte le conseguenze facilmente immaginabili. «L’obiettivo nostro, come quello di tante altre realtà in tutta Italia e in tutti il mondo - precisa Pellegrini - è quello di passare il meno ammaccati possibile il 2020. Stiamo avviando una revisione dei costi, una spending review interna, ma sicuramente dovremo ridiscutere, ad esempio, tutte le partite legate ai nostri costi di locazione delle strutture».

 

 

 

 

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