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Ulivieri adesso chiede scusa

«Una disattenzione, mi dispiace,

mi hanno minacciato di morte»

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tommaso ulivieri

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Dopo il polverone anche nazionale per il post su Facebook, il consigliere comunale arcense Tommaso Ulivieri (nella foto) chiede scusa, parla di «disattenzione» ma denuncia anche di aver ricevuto in questi giorni «minacce di morte a me e alla mia famiglie, oltre che insulti vari».

«Un personaggio pubblico - scrive Ulivieri in una nota fatta pervenire ieri mattina al giornale - può chiedere scusa anche per un pensiero mai fatto né espresso. È il caso del mio post su Facebook che ha scatenato polemiche in questi giorni. Tre righe e due proposizioni a sé stanti. Con la prima ho scritto: "Il Lombardo-Veneto contagiato da chi ha viaggiato in prima classe e i leghisti che guardano ai barconi". Anche nella situazione in cui siamo c'è chi cerca capri espiatori fra gli ultimi, persino quando l'evidenza ci dice che il contagio ha percorso altre vie. E ho aggiunto la seconda proposizione: "È giusto che la Natura faccia il suo corso". Intendevo che la Natura - in questo caso, purtroppo, il virus - non guarda alle etnie e segue percorsi e vettori imponderabili. Avrei potuto scrivere "il corso della natura è giusto", perché è imparziale, equo. La mia affermazione intendeva che dovrebbe essere un assunto condiviso che il corso naturale sia per definizione "giusto", anche quando ci fa male, se accettiamo l'idea degli eventi naturali come "segnali" per i quali agire cambiamenti che ci adattino alla Natura. Un concetto troppo difficile per un post su Facebook. Un accostamento infelice che molte persone hanno interpretato come se io volessi dire che è giusto che il virus faccia il suo percorso letale nel Lombardo-Veneto o fra i leghisti. Un'opinione, tuttavia, mai avuta. Un pensiero, appunto, mai fatto».

Ma Ulivieri ci tiene a scusarsi: «Per questo - prosegue - mi sento di chiedere scusa a chi si sente offesa e offeso da queste parole. Ma io sono un personaggio pubblico politicamente schierato contro questa Lega, che considero uno dei peggiori partiti della nostra storia repubblicana, e contro i neofascismi che ho sempre cercato e sempre cercherò di contrastare politicamente. Sono, dunque, una "preda" ambita dalla "bestia" salviniana. E quando mi sono reso conto del possibile fraintendimento era troppo tardi: in pochi minuti il post era già stato fotografato, interpretato e spedito ai network dell'estrema destra , famosi per le notizie inventate e capaci, in questo caso, di titolare: "Strage coronavirus: per veneti e lombardi "è giusto che la natura faccia il suo corso". Consigliere di Arco nella bufera". Troppo tardi per cambiare il post, spiegandolo. Troppo tardi per non trovarsi per giorni alle prese con minacce di morte per me e famiglia e insulti di tutti i tipi (espressioni, queste sì, che non lasciano adito a dubbi interpretativi e che è mio dovere raccogliere per le sedi opportune)».

«Stiamo vivendo - conclude il consigliere di Arco Bene Comune - un periodo difficilissimo e abbiamo l'obbligo morale di stemperare le tensioni e cercare il massimo dell'unità per le soluzioni, ma questo non significa sacrificare le diverse idee sull'altare di una falsa concordia che non produrrebbe la necessaria dialettica per trovarle. Va, invece, perseguito sempre il rispetto fra i diversi ideali democratici e per le persone. La mia disattenzione è stata raccontata e per quella faccio ammenda. Altre e altri esponenti istituzionali del governo provinciale usano espressioni ben più esplicite e offensive e non ricordo abiure».

 

 


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