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L'allarme di Gratteri:

«Le mafie in Trentino

per riciclare soldi»

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E chi lo dice che mafia e ‘ndrangheta non abbiamo nulla a che fare con il Trentino? Purtroppo la realtà è ben più amara di quanto molti siano disposti a credere ed è quella illustrata, l’altra sera al Casinò di Arco, da Nicola Gratteri, saggista e procuratore della Repubblica di Catanzaro e da Antonio Nicaso, docente considerato uno dei massimi esperti di ’ndrangheta nel mondo.

La serata, organizzata dall’ex deputato e consigliere comunale Mauro Ottobre, e moderata dal direttore dell’Adige, Alberto Faustini, era incentrata sull’ultimo, fortunato saggio della coppia Gratteri-Nicaso («La rete degli invisibili», Mondadori).

Come sono fatti gli ‘ndranghetisti del terzo millennio? Come vivono? Come si vestono? Come gestiscono i loro affari? Come si riconoscono? Gratteri e Nicaso, incalzati dalle domande del direttore Faustini, hanno risposto a questi e a molti altri quesiti davanti a un pubblico attento e appassionato.

Come hanno spiegato i due autori, le mafie hanno maturato «una spaventosa capacità di mimettizarsi»: ma il fatto che siano meno visibili, che non sparino, non le rende meno pericolose. È solamente un luogo comune da sfatare. «C’è una sorta di darwinismo criminale, un’evoluzione che tende a rendere le organizzazioni criminali meno visibili - ha spiegato Nicaso - le mafie sono molto più pericolose quando non sparano, quando vengono da queste parti per sfruttare le cave di porfido. Il Trentino non è più quel presidio dove si prestava attenzione anche alle piccole cose. Adesso le mafie vengono qui perché l’Austria è vicina e così i casinò della Slovenia, e c’è la possibilità di riciclare denaro. Questa è una terra che offre delle opportunità di investimento e dove è possibile mimetizzarsi».
La ‘ndrangheta esiste solo in Italia?

Certo che no, come ha sottolineato il procuratore Gratteri: «Anche in Germania c’è la ‘ndrangheta, è ben radicata e impone l’acquisto dei suoi prodotti».
Il problema, ha osservato Nicola Gratteri, «è che la Germania non è attrezzata dal punto di vista normativo, così come l’Austria, dove il sistema bancario è un colabrodo». All’estero, ha osservato il procuratore, «non c’è collaborazione sulla lotta alle mafie. Sono per un’Europa federale ma quest’Europa pensa solo alla finanza e alle banche».

E che dire di serie tv alla Gomorra e pellicole cinematografiche che raccontano mafia e criminalità organizzata? Nulla di buono. «Purtroppo emerge la spettacolarizzazione della violenza - ha osservato Nicaso - ma non si riesce a raccontare i meccanismi legati alle trame sommerse delle mafie. Pensate a Gomorra, dove il conflitto è tra il male e il peggio. Il pericolo concreto - ha aggiunto - è quello di creare fenomeni di emulazione. Bisognerebbe cominciare a decostruire il mito e imparare a conoscere il fenomeno».

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