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Terremoti, 200 mila euro

per studiare la zona sismica

fra Riva del Garda e Ala

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Il Trentino è una zona sismicamente poco attiva, ad eccezione di due aree collegate, fra Riva del Garda, Ala e le Piccole Dolomiti, dove corre la «faglia di Schio», con una attività latente e moderata, ma pur sempre presente.

Oggi la Giunta provinciale, su indicazione del Presidente, ha quindi approvato lo schema di Accordo di programma fra la Provincia e l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale - OGS e il relativo progetto di ricerca teso ad approfondire la risposta sismica locale del tratto terminale della valle del fiume Sarca, in prossimità del Lago di Garda.

Si tratta di un programma di ricerca rivolto ad analizzare il territorio in base al comportamento sismico dei suoli, base indispensabile per una corretta pianificazione territoriale e urbanistica: “Nessun allarmismo - spiega infatti il Presidente della Provincia - si tratta di approfondire alcune tematiche con il supporto di un Istituto con una decennale esperienza in studi riguardanti la risposta sismica locale. Proprio su incarico della Provincia, il Centro di Ricerche Sismologiche, sezione dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale, ha gestito per una decina di anni l’allerta sismica in tempo reale del Trentino per finalità di protezione civile. In questo progetto - prosegue il Presidente - si andranno ad indagare gli effetti diversi che, un sisma, può provocare in terreni e in luoghi difformi. La scelta è caduta sull’Alto Garda perché si tratta di un’area dove nel corso degli anni ci sono stati eventi sismici, seppur non di rilevante entità; in futuro altri territori con caratteristiche simili, sui quali si potranno sviluppare ricerche, sono la zona di Ala e Avio, nonché la bassa Valsugana e il Primiero”.

L’area di studio si colloca in corrispondenza del tratto finale della valle del fiume Sarca, in prossimità del Lago di Garda. La morfologia del territorio è articolata, con la presenza di valli secondarie sospese e un brusco e importante restringimento della valle principale a nord dell’abitato di Arco. L’obiettivo del progetto consiste nella stima della risposta sismica locale dell’area e nell’interpretazione congiunta dei risultati.

In base all’Accordo di programma verrà infatti realizzata una campagna per registrare gli eventi sismici e il rumore sismico ambientale mediante l’installazione sul territorio di stazioni sismometriche temporanee. A tal fine il Servizio geologico provinciale si impegna a collaborare con l’Istituto nazionale di Oceanografia e di Geofisica, in particolare durante le fasi di identificazione, valutazione e scelta dei siti di installazione. I dati saranno quindi elaborati e analizzati, nonché interpretati e integrati con le conoscenze geologico-geofisiche disponibili. Verrà inoltre istituito un Tavolo tecnico di coordinamento composto dal dirigente del Servizio Geologico e dal direttore della sezione del Centro Ricerche sismologiche, supportati dal personale dei rispettivi enti.

Il progetto, di durata triennale, ha un costo complessivo di 200.000 euro ed è finanziato dalla Provincia per il 45% ovvero con 90.000 euro.

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