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Domani l'addio ad Albino Marchi

«Visionario caparbio e geniale»

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Come amava ricordare il presidente degli Stati Uniti Woodrow Wilson agli inizi del secolo scorso, «un uomo incapace di avere visioni non realizzerà mai una grande speranza né comincerà mai alcuna grande impresa».

Ebbene, Albino Marchi, scomparso nei giorni scorsi, era esattamente il contrario di ciò che descriveva Wilson: visionario e sempre all’avanguardia, dal carattere rude ma geniale nelle intuizioni, sono innumerevoli le imprese portate a termine grazie alla sua determinazione e caparbietà e che verranno ricordate nella storia della città di Arco.
Dalla politica allo sport, Marchi ha lasciato un segno indelebile in una comunità che in queste ore lo ricorda con grande commozione e affetto e che gli darà l’ultimo saluto domani pomeriggio alle 14 in chiesa Collegiata.

Come conferma l’amico Mario Morandini, ieri sera il comitato organizzatore del «RockMaster» si è riunito non solamente per portare a termine gli impegni incombenti - tra cui i campionati mondiali giovanili - ma, soprattutto, per valutare come rendere omaggio allo straordinario lavoro profuso da Albino Marchi in tutti questi anni per il mondo dell’outdoor e dell’arrampicata.

L’enorme vuoto lasciato da Marchi è testimoniato dalle reazioni commosse di queste ore. «Albino è stato, nel percorso della nostra generazione, un protagonista vero, onesto, sincero, franco, amico - ricorda Carlo Modena - Arco è in lutto, e ne ha ben donde. È andato avanti un archese vero, uno degli esempi di chi ha dedicato anima e corpo (e mai proverbio può essere più vero) alla sua città, nei diversi ruoli e nei diversi campi in cui ha operato e lasciato la propria impronta. Lo ha fatto sempre con amore, convinzione e spesso con la leggerezza del divertimento. Ma Riva, nel lutto e nel ricordo, non può essere da meno. Perché se Albino, nell’abituale folcloristico “cazzeggio” legato al campanile è stato come molti di noi custode dei propri simboli (il castello per lui, archese, il lago per noi “meridionali”) ha insieme a noi partecipato, costruito, scherzato, progettato. Era con noi alla rinascita della “Notte di Fiaba” ed in altre innumerevoli iniziative, come pure siamo stati con lui al Carnevale. Proprio un anno fa, allo spettacolo di Mario Matteotti all’oratorio mi volle vicino a lui sul palco per lanciare a me, rivano “accettato” ad Arco, ed al padrone di casa, un messaggio-invito, forse un altro sogno, quello di pensare d un carnevale Arco-Riva». Una delle sue ultime proposte, afferma Modena, «prima di consegnare al Comune i libroni della Storia; libroni di cui una pagina dovrà contenere questo ultimo “verbale” quello del saluto e del ringraziamento per avere potuto percorrere un tratto di strada con lui. Ciao Albino. Indimenticabile!».

«L’ho conosciuto prima nell’Olimpia, poi come amministratore - osserva l’assessore al bilancio Tomaso Ricci - una persona franca, con la quale ho sempre avuto un ottimo rapporto, che quello che doveva dire lo diceva senza tanti preamboli. È stato uno di quelli che mi ha spronato ad entrare in politica. Se c’è una persona che ha speso del tempo per Arco, quella è Albino Marchi. Ha lasciato un segno importante e Arco ora ne è orfana. Spero che in futuro ci sia gente all’altezza della sua caparbietà. Era un amico vero».

«Ho avuto la fortuna di conoscerlo negli ultimi anni - osserva l’assessore allo sport e turismo Marialuisa Tavernini - in un primo momento mi aveva colpito il carattere forse un po’ burbero ma poi ho scoperto una persona di estrema bontà e dolcezza. Al di là dell’ottimo rapporto professionale come presidente del “Rock Master”, avevamo instaurato un bel rapporto umano. Gli volevo veramente bene perché era un uomo onesto, sincero e molto intelligente. Una persona estremamente trasparente» ricorda Tavernini, che negli ultimi mesi si è recata spesso a trovarlo a casa. «Era al centro della comunità ma negli ultimi anni aveva avuto il tempo di ritagliarsi qualche spazio che prima magari non aveva, come le passeggiate a Mandrea e S.Giovanni. Di lui conserverò un bellissimo ricordo».

«Una persona pragmatica, abile, capace e molto intelligente - ricorda l’ex sindaco Eugenio Mantovani, che con Albino Marchi ha condiviso l’esperienza amministrativa in giunta - la notizia della sua scomparsa mi ha scosso moltissimo e mi dispiace di non essere riuscito ad andare a trovarlo in questi ultimi mesi. Devo confessarlo, mi è mancato il coraggio».

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