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Brento, altro base jumper ferito

Grave un americano di 32 anni

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Un nuovo volo sbagliato, un altro errore di valutazione o cos'altro, non si sa. Si sa, però, che un base jumper americano di 32 anni poteva pagare caro il lancio dal Becco d'Aquila di ieri mattina, intorno alle 7. Per fortuna, sebbene gravi, le ferite riportate dall'uomo non sono state fatali e ora, ricoverato al Santa Chiara, è in rianimazione con prognosi riservata ma la speranza di farcela.
Il base jumping è tornato al centro della cronaca nera dopo che solo cinque giorni fa un ragazzo - un brasiliano di 25 anni - è morto durante un volo che invece di farlo librare nel vuoto lo ha catapultato contro la roccia della «parete zebrata» del Brento.
Questa volta l'incidente si è verificato intorno alle 7 di mattina, quando il base jumper si è lanciato dalla cima. La dinamica - dicono fonti del Soccorso alpino, prontamente intervenuto sul posto - è stata simile a quella, con esiti peggiori, che ha interessato il giovane brasiliano: il 32enne americano non ha seguito la giusta traiettoria e ha cozzato contro la parete della montagna prima di atterrare malamente nella stessa zona della tragedia di mercoledì scorso, alla base della roccia.
I compagni di lancio hanno chiamato i soccorsi: vigili del fuoco, Soccorso alpino e 118. È arrivato anche un mezzo dell'elisoccorso per portare il ferito all'ospedale Santa Chiara di Trento.
Il recupero del ferito non è stato dei più semplici per il Soccorso alpino. L'uomo infatti stava accoccolato in un luogo impossibile da raggiungere con il verricello e i soccorritori lo hanno trasportato con un sistema di carrucole installato ad hoc.
L'americano era cosciente ma dolorante e non riusciva a muovere le gambe, e ora è al Santa Chiara in condizioni molto gravi nel reparto di rianimazione.
Il base jumping alla parete zebrata tra Dro e Pietramurata attira sempre più praticanti da tutto il mondo, ma i rischi sono sempre in agguato e sul Brento ormai ci sono troppe croci.

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