Salta al contenuto principale

Cinque studenti trentini

e l'impresa da veri eroi

Chiudi
Apri
Tempo di lettura: 
2 minuti 18 secondi

La maturità da studenti l’hanno conquistata qualche settimana fa. E proprio per questo si sono concessi una vacanza di una settimana al mare sulle spiagge caraibiche della Sicilia. Ma l’altro giorno hanno dimostrato di essere uomini e donne maturi, a prescindere da un titolo di studio e da un pezzo di carta. Perché di fronte ad un pericolo reale, di fronte alla richiesta d’aiuto di persone più deboli di loro, non si sono tirati indietro, non si sono voltati dall’altra parte ma hanno deciso di mettere a rischio anche la loro vita

Stiamo parlando di cinque ragazzi altogardesani, quattro di Arco, uno di Riva, freschi freschi di diploma al liceo scientifico «Andrea Maffei», assurti agli onori della cronaca in queste ore per aver tratto in salvo martedì pomeriggio due mamme e quattro bambini dalle acque un tantino agitate e pericolose del mar Tirreno. Loro sono Luca Cerutti, Alessandra Zanetti, Margherita Planchestainer e Mattia Vicari, tutti diciannovenni a parte Margherita che di anni ne ha 18 e tutti di Arco, oltre ad un loro compagno di classe residente a Riva che preferisce restare nell’anonimato. Fanno parte della classe 5ªC del liceo scientifico «Andrea Maffei» e venerdì scorso sono partiti assieme ad altri quattro compagni di classe per festeggiare la maturità sulle spiagge di San Vito lo Capo, in provincia di Trapani, zona nord-occidentale della Sicilia.

Martedì pomeriggio erano tutti in spiaggia, il mare era agitato, onde alte e bandiera rossa, non il massimo per chi si avventura in acqua e non ha la capacità di gestirsi da solo. Ad ogni cavallone perdi il contatto con la superficie e non tocchi più dove prima invece toccavi tranquillamente. «Ma soprattutto - racconta Luca Cerutti, uno dei ragazzi protagonisti del salvataggio - dopo ogni onda la corrente ti portava sempre più al largo». E questo rappresentava il pericolo maggiore. Improvvisamente i cinque ragazzi sentono una richiesta d’aiuto: è una donna in difficoltà con il proprio bimbo di 7-8 anni all’interno di una ciambella. Luca, Mattia, Alessandra, Margherita e il loro quinto compagno «anonimo» non restano a guardare: i ragazzi sanno nuotare bene, si dirigono verso di loro, formano una specie di catena umana e prima portano in salvo il piccolo, poi la mamma.

Tempo qualche secondo e un’altra donna chiede aiuto: stessa situazione ma stavolta la mamma è assieme a tre bambini. Gli studenti del «Maffei» non pensano al pericolo e tornano in acqua portando in salvo anche loro, prima i bambini, poi la donna. E senza volerlo diventano dei piccoli-grandi eroi. «Ci siamo resi utili e questo ci fa piacere - racconta ancora Luca - Una volta a riva le mamme ci hanno ringraziato». E in questi tempi di indifferenza ed egoismo, non solo loro: grazie ragazzi.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?