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Gran festa per la ciclabile sospesa sul Garda

Il ministro Toninelli: «Straordinaria» - Foto

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Ci sono i discorsi e le frasi di rito e poi c’è il «dietro le quinte» che quasi sempre è decisamente più interessante. E così è stato anche ieri pomeriggio in occasione del taglio del nastro del tratto di «Ciclovia del Garda» che da Limone si sviluppa per circa due chilometri a strapiombo tra roccia e acqua sino al confine col Trentino.

Nei discorsi di rito il legittimo orgoglio del sindaco di Limone Franceschino Risatti e dell’assessora al turismo della Regione Lombardia Lara Magoni oltre alle congratulazioni «trentine» affidate all’assessore ai lavori pubblici Mauro Gilmozzi (assieme al collega di giunta Tiziano Mellarini) che non ha mancato comunque di ricordare come quest’opera è stata possibile grazie agli ex fondi Odi, ai finanziamenti di confine e quindi anche alle risorse che ci ha messo il Trentino. Un comune denominatore che ha accompagnato i commenti anche degli altri numerosi ospiti trentini presenti ieri a Capo Reamol, dall’ex senatore e sindaco di Dro Vittorio Fravezzi al primo cittadino di Riva Adalberto Mosaner, bloccato peraltro a Limone dall’arrivo all’ultimo momento del ministro alle infrastrutture Danilo Toninelli, unico rappresentante del governo giallo-verde visto e considerato che di Matteo Salvini si sono perse le tracce, com’era peraltro prevedibile.

Prima di inforcare la bici e percorrere un tratto di ciclopedonale mentre in cielo un aereo disegnava il tricolore, Toninelli ha sottolineato come quest’opera rappresenti «una straordinaria passeggiata, un esempio concreto di mobilità dolce che valorizza il turismo e consente di ammirare le bellezze del nostro Paese». «Pendolari e mobilità ciclistica sono le nostre priorità - ha sottolineato il ministro pentastellato alle infrastrutture e ai trasporti - Un progetto fantastico che inauguriamo a pochi giorni dallo sblocco voluto dal governo di 316 milioni di euro per un piano nazionale di ciclovie. Non si tratta di promesse ma di impegni concreti. Perché questo governo durerà cinque anni e farà tante piccole cose che sommate insieme rappresenteranno le vere grandi riforme».



La pattuglia trentina è numerosa: da Gilmozzi a Mellarini, i sindaci Mosaner, Fravezzi, Morandi, Michelotti, il presidente di Garda Trentino spa Benedetti, il vice Alberto Bertolini, la direttrice Roberta Maraschin, il presidente di Confcommercio Claudio Miorelli e ancora il dirigente provinciale Raffaele De Col che sta seguendo da vicino la progettazione della parte trentina. «A fine luglio, primo di agosto, presenteremo pubblicamente le ipotesi progettuali che stiamo predisponendo per la parte di nostra competenza sino a Riva - annuncia l’assessore Mauro Gilmozzi - In parte recupereremo le vecchie gallerie dismesse, in parte ne realizzeremo di nuove con un sistema di ampie aperture verso il lago».

La road map annunciata dallo stesso Gilmozzi poco meno di un mese fa proprio dalle colonne de «l’Adige» è chiara: ad ottobre appalto del primo lotto, dalla Casa Rossa alla galleria Panda; entro dicemobre appalto del secondo, dalla galleria Panda alla Casa della Trota. Entro la fine del 2019 si spera di aggiudicare i lavori per il tratto che parte dalla Casa della Trota e arriva al confine con la Lombardia, il più complesso e costoso (14 milioni di euro). Per la tratta da Torbole a Malcesine (investimento preventivato di 24 milioni di euro) la progettazione dovrebbe concludersi entro l’anno venturo. Morale, entro il 2022 il Trentino dovrebbe essere a posto, assicura l’assessore.

«La Provincia sta prestando la massima attenzione alla tutela dell’ambiente conciliando funzionalità e qualità - assicura l’ex senatore e sindaco di Dro Vittorio Fravezzi - Sono certo comunque che il tratto trentino sarà ancora più affascinante e intrigante. Sarà unico». Non vuol sentir parlare di «primo tratto» della Ciclovia del Garda il sindaco di Riva Adalberto Mosaner: «Il primo vero tratto di quest’opera unica al mondo esiste già, da decenni. È tra Riva e Torbole. Il Trentino è all’avanguardia da sempre in fatto di ciclabili. Quest’opera? Diciamo che non mi dispiace... Dal canto nostro fino alla valletta del Ponale utilizzeremo la vecchia strada dismessa. Poi si vedrà».


«CHE ARRIVI FINO A RIVA»

«È spettacolare, sì, ma per avere un senso, deve arrivare almeno fino a Riva!».
È un coro unanime quello che si alza dai vicoli e dalle strette strade di Limone: la gente del posto non batte ciglio e fa cerchio attorno all’opera pubblica più voluta, attesa, pubblicizzata, invidiata, reclamata, contestata delle estati gardesane degli ultimi anni.

Un’opera che questa volta non è vanto di una delle città maggiori del «ricco» Trentino ma di un paese di mille anime, sospeso tra la montagna e il lago, che solo nel boom turistico degli anni ‘60 è riuscito a trovare il riscatto da quello stato di povertà e ristrettezza, anche morfologica, nel quale la roccia e l’acqua avevano a lungo imposto. Ma se fino ad una manciata di decenni fa erano stati la roccia e l’acqua a precludere Limone al benessere, oggi è proprio grazie a questi elementi che il paese torna ad aprirsi sul mondo.

I limonesi lo sanno, perché i quattro chilometri di ciclopista a sbalzo sul lago, che partendo da Capo Reamol arrivano fino al confine con la regione Trentino Alto Adige, rappresentando il primo tratto di quella che un domani diventerà la Garda by Bike, sono già leggenda.
«Fin dal primo momento in cui la passeggiata è stata pensata, il Comune ha lavorato molto sulla promozione. Noi operatori non abbiamo fatto altro che cavalcare l’onda e pubblicizzare a nostra volta l’opera, soprattutto attraverso i canali social e all’estero: la visibilità che Limone ha ricevuto è stata incredibile - osserva Patrizia, dell’agenzia viaggi di Luca Peroni “Garda Escursioni” - non so se porterà più turisti di quanti non ne arrivino già ora, ma sarebbe bello se la nuova ciclabile ci permettesse di allungare la stagione e sfruttare i mesi invernali, rappresentando così l’inizio di qualcosa che nel tempo regalerà benessere anche alle altre località che si affacciano sul lago».

«La cosa importante non è tanto quanto bella sia la pista ma che prosegua, almeno fino a Riva - aggiunge Ilaria, titolare della “Salami House” - sono sicura che una volta completata porterà benefici a tutti».
«Sì, per avere un senso dovrà arrivare fino in fondo - conferma Amelio, storico commerciante di pelletterie del centro storico - speriamo che questo primo tratto dia la spinta anche alla Provincia di Trento: la Garda by Bike ha le potenzialità per diventare l’ottava meraviglia del mondo!».

E il problema del traffico sulla Gardesana Occidentale, sarà finalmente risolto?
«No, i problemi ci saranno sempre - dicono in coro Giovanna e Nicola, della gelateria “Q-Ciarì” - perché le bici da corsa rimarranno sulla strada mentre la pista verrà usata solo da bikers e pedoni. In ogni caso, assieme alla gente girerà anche l’economia e il nostro turismo non potrà che goderne».

«E poi non è così impattante come dice qualcuno - aggiungono Paola ed Alexander, titolari di un caratteristico negozio d’ortofrutta - l’amministrazione comunale, gli ingegneri, chi ci ha messo le mani, ha fatto un gran bel lavoro. Peccato che si fermi lì, al confine, e che dalla parte trentina non sia stato fatto quello sforzo in più che serve per portare questo tratto a naturale completamento».

Intanto ieri, a prescindere dalle decisioni trentine, quel piccolo paese di pescatori sottratto alla roccia e all’acqua, ha fatto il giro del mondo.
«Oltre ai turisti, in questi giorni ci sono qui molti giornalisti, soprattutto stranieri, ma anche curiosi e bikers che non aspettavano altro che l’apertura ufficiale - fanno sapere Rosanna e Alessandra, dall’ufficio turistico - da domani il turismo di Limone cambierà!».

Infine il plauso di chi, approfittando della splendida giornata, del vento buono e dell’inaugurazione, ha scelto di issare le vele e scivolare da Torbole fino al lungolago limonese, godendosi la ciclabile da un altro punto di vista: «È spettacolare - dice la comitiva di trentini sul “Blue Shark” - vista da sotto è una meraviglia: la prossima volta che verremo Limone, porteremo le biciclette!».

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