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Anche a Riva del Garda

i contratti pirata per camerieri

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I «contratti pirata» sono sbarcati anche a Riva del Garda e in Trentino. Contratti al ribasso, forniti da fantomatiche agenzie di intermediazione, sostenuti da sindacati «gialli», che offrono pacchetti di camerieri, cuochi, baristi a ristoratori e albergatori senza scrupoli. Contratti ovviamente al ribasso su paghe e diritti.
A lanciare l’allarme, ieri, il sindacato Filcams Cgil, presente a Riva del Garda con un presidio in viale Rovereto, per aderire alla campagna informativa per i lavoratori stagionali, un’iniziativa portata avanti a livello nazionale, e che punta in Trentino «a un contratto provinciale per migliorare le condizioni di lavoro». Nelle prossime settimane previsti volantinaggi nelle principali località turistiche della provincia.
«Salario, riposo settimanale, contributi, pagamento degli straordinari - hanno sottolineato Paola Bassetti, Mirko Carotta, Daniel Frizzera e il segretario Roland Caramelle (<+nero>in foto<+testo>)- sono diritti di tutti i lavoratori, che molto spesso però con l’estate, per i lavoratori stagionali “vanno in vacanza”». Il sindacato, dunque, chiama a un tavolo gli operatori economici, le associazioni di settore, Asat e Confommercio «perché - spiega Caramelle - è ora di arrivare a un contratto provinciale, per dare dignità e qualità alle lavoratrici e ai lavoratori e qualità alle aziende turistiche».
Nemmeno fosse stato in programma, durante il presidio in viale Rovereto, è arrivato un gruppo di 7 o 8 dipendenti di un albergo dell’Alto Garda, compatti, che si sono messi in sciopero per le esasperanti condizioni di impiego cui sono sottoposti: «15 ore di lavoro al giorno, senza giorno di riposo, con paghe decurtate di ore lavorate». Il loro contratto, mostrato ai sindacalisti, è il tipico «contratto pirata» già riscontrato «in un esercizio in centro storico a Riva» dice Carotta.
«Perché questo settore continui a crescere, ma non a scapito di chi contribuisce a far funzionare bene le cose, cioè i lavoratori e le lavoratrici, è importante rimettere al centro i loro diritti. Chi lavora durante la stagione estiva turistica – spiegano Caramelle e Carotta – entra nell’ordine di idee di dover accettare di tutto senza alzare la testa. Non è così. Anche questi lavoratori hanno diritto ai riposi settimanali, alle ferie, al pagamento dei contributi e a un giusto salario. E soprattutto hanno diritto alla Naspi, l’indennità di disoccupazione».
«Una situazione generale preoccupante da cui si differenziano strutture alberghiere o pubblici esercizi che rispettano le regole».
Il miglioramento delle condizioni di lavoro è un elemento irrinunciabile per un territorio che vuole puntare davvero su turismo e cultura. «Le imprese turistiche trentine - osservano - hanno ricevuto e ricevono ancora molto in termini di sostegno. È ora che dimostrino anche maggiore responsabilità sociale dando la disponibilità a definire con le parti sindacali un contratto integrativo provinciale». Il contratto di secondo livello dovrebbe intervenire sulle condizioni economiche e normative, migliorandole.
Allo stesso tempo serve investire sulla destagionalizzazione per allungare i periodi di attività. «Queste professioni - conclude Caramelle - hanno un elevato livello di discontinuità, e se non vogliamo che restino lavori di ripiego bisogna investire allungando la stagione, aumentando la formazione e sostenendo economicamente i periodi di inattività».

 

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La situazione per diversi dipendenti stagionali è difficile. «È inaccettabile - osserva Mirko Carotta, responsabile di zona per la Filcams - che l’orario di lavoro giornaliero o settimanale sia una variabile dipendente dal tempo o dall’afflusso di clientela o che il lavoro straordinario esista solo nell’effettuazione e non nella retribuzione. Ed è inaccettabile che possano esser applicati contratti di lavoro “pirata” di sigle autonome non rappresentative con retribuzioni e trattamenti molto bassi, o addirittura si pretendano dai lavoratori cauzioni all’inizio della stagione o trattenute mensili che dovrebbero esser  restituite a fine stagione».
Secondo Carotta «bisogna richiamare le imprese a un senso di responsabilità sociale ed è necessario potenziare le ispezioni e gli interventi per evitare le irregolarità e la diffusione dell’illegalità. I lavoratori del turismo sono la prima interfaccia con cui i turisti si rapportano. Possono concorrere con un servizio di qualità a migliorare l’esperienza della vacanza dei viaggiatori/fruitori. Per fare ciò debbono essere formati, valorizzati correttamente inquadrati e adeguatamente retribuiti».

 

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Il turismo rappresenta una delle principali leve dell’economia altogardesana. L’estate 2017 è stata una stagione record per il turismo trentino: gli arrivi in Trentino sono cresciuti dell’8,8% e le presenze del 7,2% rispetto all’estate 2016. In valore assoluto si tratta di oltre 9,5 milioni di pernottamenti. Nel Garda Trentino si sono contate l’anno scorso ben 3,5 milioni di presenze.

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