A Giorgia Perini gli Oscar della tivù britannica

di Davide Pivetti

Di lei ci eravamo occupati un paio d'anni fa, segnalando i suoi primi promettenti passi nel mondo dell'immagine e dello stile in quel di Londra. Paradigma anche delle difficoltà che i giovani di talento incontrano, sovente, in Italia e anche nel nostro piccolo Trentino.

Dall'altra parte della Manica Giorgia Perini, 24 anni, arcense, non è stata certo con le mani in mano. Ha proseguito i suoi studi - tre anni - alla Staffordshire University (a Stoke On Trent, 250 mila abitanti nell'Inghilterra centrale, non lontana da Manchester, Liverpool ma neppure da Londra) ed esame dopo esame si è laureata con il massimo dei voti (il First with honours del sistema inglese) nel maggio scorso.
Nemmeno il tempo di godersi il risultato (di per sé già encombiabile) che per la giovane arcense sono arrivate nuove sfide e, nei giorni scorsi, anche due premi davvero prestigiosi.

Cosa è successo, Giorgia?
«Una cosa che non mi aspettavo proprio. Ora mi trovo qui con ben due premi vinti durante gli "RTS Awards" a Birmingham. Su 17 categorie premiate sono riuscita a portare a casa due premi durante un evento accompagnato da una cena di gala con più di 500 partecipanti, con la maggior parte dei nominati che erano professionisti alla BBC e in varie produzioni di Londra, Birmingham e Manchester».

Ma cosa sono gli «RTS Awards»?
«È una competizione dedicata al mondo della televisione, organizzata dalla Royal Television Society e dedicata a professionisti e giovani che creano qualcosa di originale per il mondo della Tv. Ovviamente cercano anche di incoraggiare i giovani e di farli conoscere, in collaborazione con le università».

Come ti hanno trovata?
«È stata proprio la mia Università a chiedermi se volevo partecipare a questo festival. Dopo la laurea ero tornata in Italia ma mi hanno chiamato e ho accettato. Ho portato al festival il video che ho presentato come prova finale per la mia laurea, era già pronto e si vede che i miei tutors credevano nelle potenzialità del mio lavoro».

Video dedicato a cosa?
«All'esame finale dovevo portare un video fashion e ho potuto scegliere un brand che mi ispirasse e al quale dedicare un video promozionale. Ho scelto di promuovere l'ultima collezione di un, secondo me, originalissimo brand di borse da Taiwan, si chiama "Jumpfrompaper", caratterizzato dall'illusionevole design in due dimensioni, anche se le borse ovviamente ne hanno tre. È una casa di produzione che seguo da tanti anni, li ho contatti e ho proposto loro il mio progetto. Hanno accettato e così è diventato prima il mio video di laurea e ora il lavoro premiato a Birmingham».

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Nella produzione hai coinvolto le tue due sorelle.
«Esatto, la mia gemella Diana come make up artist, il suo ambito professionale, la più piccolina, Alessia, come protagonista del video. Ha solo 14 anni ma si è calata benissimo nella parte. È stata molto spontanea e ha dimostrato tutto il suo estro. Ci siamo molto divertite ma è stato anche un lavoro impegnativo. Diana e Alessia sono venute in Inghilterra in aereo, abbiamo girato il video dalle 9 del mattino a mezzanotte, in un solo giorno, all'interno di uno studio televisivo. Alla fine eravamo distrutte».

Nel video delle premiazioni sembra proprio una serata degli Oscar...
«Avevo ricevuto due nominations, nella categoria "Production design" e in quella "Short feature". Ho portato a casa entrambi i premi e ora mi aspettano le finali nazionali alla BFI di Londra , uno dei luoghi più prestigiosi del mondo cinematografico, a giugno 2018».

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Con questi premi che farai?
«Fanno bene al curriculum, premiano la produzione, la creatività, l'estetica dell'immagine, il look, io mi sono laureata in post-produzione e per me è molto importante. Ovviamente in questo modo ci si può far conoscere da altri marchi, case di produzione, agenzie. Essendo stato inizialmente un progetto di tesi, ho voluto produrre il video completamente da sola, dall'idea del video e della musica, locations, set design, alle riprese e montaggio. Tutto ripreso in 4K, file Raw con due videocamere FS7».

Oltre alle tue sorelle chi ti ha supportato?
«Ho la fortuna di avere un famiglia che mi ha sempre sostenuta nelle mie imprese. Con Diana e Alessia abbiamo formato un team meraviglioso e posso dire che questi premi se li meritano anche loro. Ho avuto la fortuna di avere a fianco un tutor, Oliver Walker, che mi ha insegnato tanto dal suo ampio bagaglio tecnico e professionale».

Hai scelto con cura anche la colonna sonora.
«Non si tratta di una musica qualunque, non volevo accompagnare le immagini con un motivo commerciale, ho preferito crearla partendo dai suoni delle cerniere delle borse e dali "strap". Il compositore Josh Bellingham, anche lui studente presso la mia Università, è riuscito a mettere nel pentagramma ciò che avevo in testa, creando una traccia che gioca perfettamente con le immagini».

Adesso sei tornata a casa, che farai?
«Continuerò a lavorare, per ora come freelance, la strada è ancora lunga La cosa piu bella di questo lavoro è concretizzare un idea e vedere poi il cliente felice. Spero che l'Italia e il Trentino possano svegliarsi un po' di più in questo ambito, non è giusto che i giovani debbano spostarsi in altri Paesi per veder riconosciuti i loro meriti, per premiati e apprezzati per quello fanno».

Questi premi sanno un po' di rivincita allora...
«Sì che lo sono, e ai ragazzi che stanno cercando la loro strada voglio dire che quando la gente vi dirà che le cose che fate sono ridicole e senza senso, dovrete continuare per la vostra strada e credere in voi. I risultati alla fine arriveranno».

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