Società

Alta Valsugana, la povertà nascosta: 262 famiglie e 680 persone aiutate dalla Caritas nel 2025

Un report unico raccoglie i dati dei tre centri di ascolto di Pergine, Levico e Baselga di Pinè: oltre 8.300 interventi, 141mila euro spesi, 97 volontari. E la casa resta l'emergenza più urgente

di Luigi Oss Papot

ALTA VALSUGANA. Uno spaccato sociale, visto così insieme, probabilmente non era mai stato fatto: il responsabile della Caritas di Levico, Alessandro Gremes, ha raccolto in un unico report i dati dell'attività del 2025 delle Caritas e Centri di Ascolto di Pergine, Levico e Baselga di Pinè. Un grande lavoro di raccolta e analisi che permette di avere la fotografia aggiornata delle povertà dell'Alta Valsugana.

Le famiglie in difficoltà

Nel 2025 sono state 262 le famiglie che si sono rivolte ai Centri di ascolto e solidarietà della Caritas dell'Alta Valsugana, un numero in lieve aumento rispetto alle 252 dell'anno precedente. Nel complesso, nel corso dell'anno sono state aiutate circa 680 persone, in crescita rispetto agli anni precedenti.

Chi chiede aiuto

Contrariamente a quanto spesso si pensa, la maggioranza delle famiglie seguite è italiana: nel 2025 sono state 140 (53%), mentre le famiglie straniere sono state 122 (47%). Tra queste ultime la comunità più rappresentata è quella marocchina, con 52 nuclei familiari, seguita da Pakistan, Macedonia, Ucraina e Romania.

La maggior parte delle richieste proviene dai due centri principali del territorio: Levico, con 117 nuclei seguiti (45% del totale), e Pergine, con 81 nuclei (31%).Anziani italiani e stranieri più giovaniIl profilo delle persone in difficoltà cambia anche per età.

Gli stranieri sono mediamente più giovani, con circa due terzi tra i 18 e i 49 anni, mentre tre quarti degli italiani hanno più di 50 anni. La disoccupazione resta uno dei principali problemi: 79 italiani e 80 stranieri tra i capifamiglia risultano senza lavoro, mentre solo una parte riesce ad avere un'occupazione stabile. Non mancano poi gli anziani pensionati con redditi molto bassi, che faticano a sostenere affitto e bollette.

L'emergenza casa

Uno dei nodi più critici riguarda l'abitare. L'80% delle famiglie seguite vive in affitto, con costi che incidono pesantemente sui bilanci familiari. In alcuni casi la situazione è ancora più fragile: il 7% vive in condizioni di ospitalità precaria, il 3% in camper o roulotte, il 4% in rifugi di fortuna. Secondo i volontari, il problema è aggravato dal fatto che molti appartamenti sono destinati al turismo e da una crescente diffidenza dei proprietari verso l'affitto a famiglie con difficoltà economiche.

Migliaia di interventi

Nel corso del 2025 i tre centri Caritas hanno effettuato oltre 8.300 interventi di sostegno, tra ascolto, distribuzione di beni materiali e aiuti economici. Le azioni più frequenti sono state la distribuzione di pacchi viveri e beni di prima necessità (oltre 3.600 interventi), l'attività di ascolto e accompagnamento (circa il 40% delle richieste), i contributi economici per bollette e affitti. Ogni famiglia seguita ha espresso in media 32 richieste, un dato che mostra un bisogno non episodico ma continuativo.

Nel 2025 le Caritas dell'Alta Valsugana hanno speso oltre 141 mila euro per sostenere le famiglie, soprattutto per affitti, utenze e alimenti. Accanto alla povertà economica emergono anche nuove situazioni di vulnerabilità: dipendenze, problemi psichici, difficoltà familiari e casi di violenza domestica. Nel 2025 la Caritas ha seguito anche sei giovani donne vittime di violenza, alcune con figli minori.

Il lavoro dei volontari

A rendere possibile questo sostegno sono 97 volontari, di cui 57 donne e 40 uomini. Molti sono attivi da anni, ma nel 2025 si sono aggiunti 22 nuovi volontari, segno di una comunità ancora sensibile alle difficoltà sociali del territorio.

Accanto al lavoro dei volontari, fondamentale resta il supporto delle istituzioni e del territorio: il Comune di Levico, ad esempio, ha destinato negli ultimi anni quasi 165 mila euro di aiuti alle famiglie attraverso la Caritas, mentre la Cassa Rurale Alta Valsugana ha contribuito con 60 mila euro nel 2025.

La fotografia offerta dagli interventi delle Caritas mostra come, anche in un territorio considerato benestante come l'Alta Valsugana, la povertà sia una presenza stabile e spesso nascosta.

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