Giustizia

Civezzano: tentato omicidio al supermercato, battaglia di perizie sull’imputato

Era il 20 maggio 2024. Bruno Cassese si trovava in fila alla cassa del supermercato Orvea di Civezzano quando venne aggredito alle spalle da E. G., che gli affondò nel collo 12 centimetri di lama. «Ho rischiato di morire o di rimanere paralizzato. I medici e gli infermieri mi chiamavano Lazzaro il miracolato”

FOTO L'accoltellamento a Civezzano
AGGUATO Ferito a coltellate nel supermercato Orvea

 

di Marica Viganò

CIVEZZANO. «Mi hanno chiesto perché quell'uomo ce l'avesse con me. Ho risposto così: ce l'aveva con me perché io sono una persona mite». Bruno Cassese ha parlato per un'ora in aula davanti al collegio presieduto dal giudice Rocco Valeggia. Ha parlato come parte offesa, da "miracolato": il coltello che l'imputato, il 48enne lombardo E. G., gli aveva conficcato nel collo gli sfiorò la carotide.

Era il 20 maggio 2024. Cassese si trovava in fila alla cassa del supermercato Orvea di Civezzano quando venne aggredito alle spalle da E. G., che gli affondò nel collo 12 centimetri di lama. «Ho rischiato di morire o di rimanere paralizzato. I medici e gli infermieri del reparto di terapia intensiva del Santa Chiara, dove ero stato ricoverato, mi chiamavano "Lazzaro il miracolato"» racconta Cassese all'Adige, il giorno dopo l'udienza che l'ha visto protagonista, ripercorrendo la drammatica vicenda.

«A quell'uomo, sapendo che era in difficoltà, avevo offerto vitto e alloggio nell'hotel che gestivo a Madrano, per 15 giorni. Lui voleva aiutarmi al bar, per sdebitarsi, ma lavoro non ce ne era. Stava lì ed era pure gentile con i clienti. Non gli ho mai chiesto nulla in cambio. Mi sembrava una persona perbene, ma quando era tornato in zona, a marzo 2024 dopo alcuni mesi trascorsi in Lombardia, era cambiato. Sembrava alterato».

Cassese giovedì ha risposto alle domande del pubblico ministero, dei giudici, dell'avvocato Francesco Moser, difensore d'ufficio dell'imputato. Ha ripercorso il momento terribile dell'aggressione, ha spiegato che più volte nelle settimane che precedettero l'episodio al supermercato aveva dovuto chiamare i carabinieri perché minacciato da quell'uomo.

Addirittura, in un'occasione, una donna aveva visto E. G. vicino al bar di Cassese con in mano un coltello. L'imputato è infatti accusato di stalking oltre che di tentato omicidio. «Prima dell'aggressione non prendevo neppure un medicinale - spiega la vittima - Ora invece prendo farmaci tutti i giorni. Ho problemi ad una spalla: mi fa male come se portassi sempre uno zaino pesante. Non riesco a lavorare in queste condizioni. Non ho una pensione e non ho nessuna entrata».

L'udienza è stata rinviata a fine mese, quando verrà sentito lo psichiatra Alberto Castagna dell'ospedale - università di Padova, incaricato di una perizia sulla capacità di intendere e di volere dell'imputato. Ci sono valutazioni contrastanti sullo stato di salute mentale di E. G., che ora si trova in carcere a Trento e tende a rifiutare qualsiasi tipo di interlocuzione sia con l'avvocato che con i medici (giovedì ha seguito parzialmente l'udienza in collegamento video da Spini).

Nel corso del procedimento è emerso che l'uomo si è reso protagonista in passato di numerose intemperanze. C'è una perizia psichiatrica disposta dal tribunale di Bolzano che lo ha dichiarato incapace di intendere e di volere. L'uomo era stato sottoposto a misura cautelare in un ospedale psichiatrico giudiziario, poi in una Rems, successivamente sottoposto a libertà vigilata e poi liberato.

A Trento aveva distrutto il locale pubblico in cui avrebbe avuto la possibilità di lavorare; sempre nel capoluogo, poco tempo prima dell'aggressione a Cassese, aveva ferito gravemente l'amico che lo aveva ospitato per un breve periodo nella sua abitazione, venendo indagato anche in questo caso per tentato omicidio e per stalking.

Una successiva perizia ha invece concluso che l'uomo soffre di un disturbo schizofrenico ma è capace di partecipare al processo. La nuova valutazione dello psichiatra Castagna verrà discussa nel corso della prossima udienza.

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