Pergine, anziana truffata con il raggiro del "finto carabiniere": recuperati 47.500 euro
I militari hanno immediatamente tentato di bloccare il trasferimento contattando l'istituto bancario, ma il bonifico urgente era ormai irrevocabile. Tuttavia, attraverso complessi accertamenti tecnici durati circa tre settimane, sono riusciti a rintracciare la somma prima che giungesse nella disponibilità del truffatore
PERGINE. I carabinieri della Stazione di Pergine Valsugana hanno denunciato un uomo della provincia di Salerno, ritenuto il presunto responsabile di una sofisticata truffa ai danni di una settantenne del posto. Il malvivente aveva utilizzato la tecnica del "finto carabiniere" per convincere la vittima a effettuare un bonifico di 47.500 euro.
L'inchiesta è scattata ad agosto scorso, quando la donna si è presentata in caserma per denunciare il tentativo di raggiro. Il truffatore aveva utilizzato la tecnica dello "spoofing", un metodo informatico che consente di falsificare l'identità del chiamante. Inizialmente, fingendosi dipendente di una società di pagamenti digitali, aveva allertato l'anziana su un presunto tentativo di addebito fraudolento di 1.400 euro sul suo conto corrente.
Per aumentare la credibilità del raggiro, il malvivente aveva fornito alla vittima un numero verde da contattare. Successivamente, utilizzando lo spoofing telefonico, l'aveva richiamata facendo apparire sul display del telefono il numero ufficiale dei carabinieri di Trento. A questo punto, spacciandosi per un militare dell'Arma, era riuscito a ottenere la piena fiducia dell'anziana.
La donna, in preda all'agitazione e convinta di parlare con un vero carabiniere, aveva seguito alla lettera le istruzioni ricevute. Il truffatore l'aveva invitata a recarsi urgentemente in banca per disporre un bonifico di 47.500 euro verso un conto intestato a una persona fisica, con la causale "trasferimento per investimenti personali" per non destare sospetti.
Durante tutta l'operazione, il malvivente era rimasto al telefono con la vittima, impedendole così di chiedere consigli o aiuto a terzi. Solo dopo aver effettuato il bonifico, la settantenne si è resa conto dell'inganno e si è rivolta ai veri carabinieri di Pergine Valsugana.
I militari hanno immediatamente tentato di bloccare il trasferimento contattando l'istituto bancario, ma il bonifico urgente era ormai irrevocabile. Tuttavia, attraverso complessi accertamenti tecnici durati circa tre settimane, sono riusciti a rintracciare la somma prima che giungesse nella disponibilità del truffatore.
Il denaro è stato posto sotto sequestro d'iniziativa e successivamente la Procura della Repubblica di Trento ne ha convalidato il sequestro, disponendo la restituzione alla vittima. L'intervento tempestivo ha così scongiurato un grave danno economico per l'anziana.
Le indagini proseguono per individuare eventuali complici della truffa. Nel frattempo, i Carabinieri rinnovano l'invito alla cittadinanza a contattare il 112 per segnalare qualsiasi richiesta sospetta, ricordando che nessun operatore bancario o delle forze dell'ordine chiederà mai di trasferire denaro urgentemente su altri conti.