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Il dottor Pintarelli è tornato a casa

«Non sono stati giorni facili

Nessuno sottovaluti il virus»

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«Non è stato tutto facile, ma ora sto bene e tra una decina di giorni potrò effettuare il primo tampone: il primo passo verso la guarigione e la vita normale».

Queste le prime parole del dottor Diego Pintarelli, noto medico di base e medicina generale di Pergine e presidente dell’Apsp «Santo Spirito - Fondazione Montel», dimesso ieri dall’ospedale di Rovereto dove era ricoverato dallo scorso 25 marzo, dopo essere risultato positivo al coronavirus ed aver accusato febbre e difficoltà respiratorie.

«La prima settimana è stata sicuramente la più impegnativa, visto che ho avuto per diversi giorni la febbre a 39 e mi è stato riscontrato un focolaio di polmonite interstiziale, tipica patologia legata al contagio da Covid 19 - spiega Diego Pintarelli con un tono di voce più basso del solito - tutto ciò mi ha lasciato una grande debolezza, anche se non ho mai avuto gravi difficoltà respiratorie. Non si è trattato di una banale influenza, e sappiamo quali gravi danni può causare il virus in persone già affette da altre patologie».

Se il dottor Pintarelli, noto a Pergine anche per il suo impegno sociale e politico (è stato a lungo consigliere comunale e candidato sindaco), dovrà osservare ora un periodo di quarantena non dimentica i suoi tanti pazienti.

«Non sottovalutiamo questo virus che ci sta cambiando la vita e le nostre comuni abitudini, rispettiamo tutte le indicazioni di distanziamento sociale e limitiamo i nostri spostamenti: se possiamo restiamo a casa - precisa ancora Pintarelli - Tanti lo affronteranno in modo asintomatico e senza alcun problema di salute, ma se la febbre continua per più giorni, o si evidenziano difficoltà respiratorie, è bene rivolgersi telefonicamente al medico di base o recarsi in Pronto Soccorso per effettuare una radiografia. Solo un intervento tempestivo può individuare e curare queste anomale polmoniti: più uno aspetta più la situazione può diventare complessa».

Una pandemia che sta colpendo in particolare il mondo dei più anziani, e gli ospiti delle strutture protette (Rsa). Lo stesso dottor Pintarelli è rimasto contagiato al Covid 19 per il suo impegno tra gli ospiti della Rsa di via Pive a Pergine. «Sono stato in continuo contatto con il direttore dell’Apsp Gianni Bertoldi, ed ho apprezzato il loro continuo e prezioso impegno del personale sanitario e socio sanitario - precisa il presidente Diego Pintarelli - è stato fatto tutto il possibile per arginare un’emergenza immaginabile, con i dipendenti che hanno affrontato turni massacrati per sostituire i loro colleghi positivi o ammalati. Esprimo un grande ringraziamento a tutti loro, come la vicinanza alle famiglie che hanno perso un loro caro in questa difficile situazione. Gli ultimi dati sono sicuramente positivi, dimostrando che le misure messe in atto sono state tempestive e necessarie, anche se dolorose, impedendo a tanti famigliari di visitare o stare accanto ai loro anziani. Ciò ha però permesso di contenere i contagi ed evitare che le due Rsa di via Pive o di via Marconi potessero vivere una situazione ben peggiore».

«Impossibile dire quando si potrà tornare alla normalità e alle nostre consuete abitudini - conclude Pintarelli - la soluzione sta nel trovare il vaccino, ma per questo ci vorrà ancora diverso tempo (oltre un anno). Covid 19 ha stravolto la nostra vita sociale ed economica e continuerà a farlo anche per i prossimi mesi».

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