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Per elettrificare la ferrovia

basterebbero 50 milioni

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«Un progetto tale da garantire risparmio e tutela ambientale, impensabile sino a tre anni fa ed ora tecnicamente realizzabile». Così l'ingegner Maurizio Fauri , docente di sistemi elettrici alla Facoltà di Ingegneria di Trento, ha presentato giovedì sera al consiglio comunale di Pergine l'ipotesi dell'elettrificazione della tratta ferrovia della Valsugana, non attraverso l'impattante palificata e catenaria, ma con innovativi (ma già realizzabili) locomotori elettrici con batterie ricaricabili.

«Lo studio del professor Fauri può essere uno stimolo e un contributo concreto all'accordo quadro siglato tra Rete Ferroviaria Italia (Rfi) e Provincia di Trento che prevede lo stanziamento di 60 milioni di euro per l'elettrificazione della Valsugana - ha esordito l'assessore comunale alla mobilità Massimo Negriolli , che con i consiglieri Morgan Betti e Francesco Franceschi , ha promosso ad aprile la terza Giornata della mobilità elettrica - una soluzione dal basso impatto ambientale, che riduce costi di realizzazione e combustibile e che risolve alcune criticità (il passaggio nelle gallerie tra Primolano e Bassano)».

Con alcune slide e filmati, il professor Fauri ha illustrato le caratteristiche del tracciato (100 km in 22 tratte), i treni «Minuetto» in uso con capienza 200 persone, velocità 130 km/h, con il consumo di un milione di litri di gasolio annui (pari a un milione di euro) e la produzione annua di 2.500 tonnellate di CO2, ed i costi per l'elettrificazione con palificata pari a circa 100 milioni (tra rete, modifica gallerie e nuovi locomotori). «I recenti studi hanno consentito di produrre batterie di elevate capacità energetiche e facilmente ricaricabili (sino a 20 mila volte) - ha spiegato Fauri -: con un investimento di 50 milioni di euro si potrebbe rinnovare l'intera flotta dei locomotori (10 quelli attivi), senza significative infrastrutture o modifiche al paesaggio, zero emissioni e notevole riduzione di consumi (una corsa sull'intera tratta richiederebbe 450 kw/h pari a 45 euro)».

Tante le domande dei consiglieri su problematiche di riciclo e di ingombro delle batterie, su reali soluzioni tecniche ed applicazioni: «L'azienda aerospaziale canadese che realizza il "Canadair" è da tempo impegnata a riconvertire i treni cinesi e giapponesi a gasolio con mezzi spinti da batterie di dimensioni contenute, collocate negli stessi locomotori e riutilizzabili come accumulatori; lo stesso tram di Padova attraversa dei tratti cittadini spinto dalle batterie - ha concluso Fauri -. Tale innovativo locomotore è l'unica soluzione per garantire l'elettrificazione anche nel tratto Primolano-Belluno (ricco di gallerie e non finanziato da Rfi) senza richiedere il trasbordo dei viaggiatori. Una soluzione adeguata anche alle gallerie necessarie al futuro interramento del tratto ferroviario urbano di Pergine».

Il consiglio comunale ha poi approvato una variazione di bilancio 2019 che in parte ordinaria pareggia a 725 mila euro (400 mila euro legati alle sanzioni al codice della strada) e tra gli interventi a 6,9 milioni di euro, dato che il finanziamento per alcune opere pubbliche slitta al bilancio 2020-22. Data la mancata conclusione di progetti e l'assenza di pareri, passano al 2020 gli interventi sulle sponde nord-est del lago Caldonazzo (1,9 milioni di euro), gli interventi in Panarotta (pista di slittino e skiweg per 406 mila euro), la pista di atletica (820 mila euro), alcuni tratti di ciclabile urbana ed extraurbana (1,2 milioni di euro) e il parcheggio tra via san Pietro e via Spolverine (300 mila euro).

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