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Serraia, così cambia il giro al lago

un anno dopo la tempesta Vaia

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Cambierà percorso, immagine ambientale e valenza turistica ma il «giro al lago» di Serraia sarà presto riaperto e fruibile da ciclisti e pedoni in ogni stagione e periodo dell’anno. La chiusura ed il divieto al transito a ciclisti ed escursionisti delle passeggiate circumlacuali di Serraia sull’Altopiano di Piné è stata una delle conseguenze più pesanti e discusse della tempesta Vaia nel Pinetano, privando la proposta turistica locale di uno degli itinerari e percorsi più noti e frequentati.
La conferma del finanziamento dell’intervento di ripristino e riqualificazione di uno dei siti ambientali e turistici più significativi del territorio pinetano è stata data dal sindaco di Baselga Ugo Grisenti in consiglio comunale.

«È previsto un finanziamento di oltre 230mila euro all’interno del piano provinciale che individua gli interventi definiti di «somma urgenza», e recentemente messo a punto dalla struttura «Grandi opere e ricostruzione» della provincia - ha spiegato il sindaco Grisenti - al comune di Baselga sono state assicurate le somme necessarie a mettere in sicurezza il versante del Doss del lago e creare un percorso alternativo “in quota” riaprendo al transito l’intera passeggiata circumlacuale (attualmente ancora chiusa). Altri 700mila euro saranno garantiti per sistemare le briglie e l’opera di presa sul Rio Mattio, distrutta dalla calamità Vaia, dove il comune di Baselga capta l’80% del suo fabbisogno idrico».

Un iter lungo e non facile per giungere all’esbosco dell’intero Doss del Lago, alla sua messa in sicurezza e alla prossima riapertura. «Si tratta di un’area caratterizzata da centinaia di piccole particelle private dove prima di ogni intervento era necessario ottenere il consenso di tutti i privati - spiega l’assessore all’ambiente e vicesindaco del comune di Baselga Bruno Grisenti - le operazioni di esbosco e prelievo degli schianti sono iniziate già lo scorso gennaio e si sono concluse nel corso della primavera. Successivamente, sulla base di attente perizie geologiche, è emersa l’instabilità dell’intero ripido versante e la necessità di mantenere il divieto di passaggio e transito a bici e pedoni (una decisione non sempre capita e rispettata)».

Se l’ufficio tecnico del comune di Baselga sta completando la progettazione esecutiva dell’intervento, l’opera potrebbe essere appaltata entro fine anno ed i lavori partire ad inizio 2020. «Abbiamo raccolto il consenso e la disponibilità di tutti i proprietari delle particelle poste sul versante a monte del lago di Serraia (Doss del lago) - conferma Grisenti - il progetto esecutivo elaborato dagli uffici comunali prevede la posa di reti paramassi, il mantenimento a prato dell’intero versante e la creazione di un nuovo itinerario pedonale rialzato di 30 metri rispetto all’attuale sedime della strada circumlacuale, dando sicurezza e stabilità idrogeologica ad un luogo scalfito ma non stravolto dalla Tempesta Vaia».

«Non è stato perso tempo, ma l’amministrazione comunale ha cercato di garantire sicurezza e tutela in uno dei siti ambientali più frequentati del nostro Altopiano, rispettando le proprietà private e cercando di stimolare e coinvolgere nel ripristino i tanti privati coinvolti (spesso non più presenti a Pinè e residenti all’estero) - conclude il sindaco Ugo Grisenti - ora possiamo finalmente passare alla fase realizzativa dei vari interventi (passeggiate del lago e opera di presa in quota). Restiamo in attesa del finanziamento del ripristino della strada forestale Prestala - Rio delle Giare (attesi circa 60mila euro), fondamentale per mettere in sicurezza l’intera area del bacino di Serraia, garantendo nuovi itinerari per biker, escursionisti ed appassionati del trekking a cavallo».


LE OPERAZIONI DI ESBOSCO

Migliaia di alberi caduti, interi versanti boschivi coperti da intricati schianti ed un terreno reso instabile e insidioso da ceppaie, ramaglie e piccoli smottamenti franosi. Non è stato facile intervenire dopo la tempesta Vaia nelle pinete dell’Altopiano di Piné anche da parte delle ditte boschive chiamate ad avviare l’esbosco e la rimozione della massa legnosa.

«Ci siamo trovati davanti ad una situazione nuova e complessa sia per la vastità delle zone interessate sia perché erano cadute piante dalle dimensioni significative, letteralmente sradicate dal terreno a causa delle violente raffiche di vento (pochi i tronchi pezzati) - spiega Marco Bernardi titolare della omonima ditta boschiva pinetana - da qui la necessità, una volta risolte le situazioni d’emergenza (liberando molti tratti di strade provinciali e comunali), di coinvolgere mezzi e macchinari giunti dalla vicina Austria e Slovenia».

Tra i primi tratti liberati dai tronchi anche il Doss del Lago di Serraia. «Grazie all’accordo con i proprietari privati si è potuto pianificare un intervento di esbosco molto vasto e non limitato alla singola particella privata - conferma Marco Bernardi - si è cercato di operare in sicurezza ed affidandosi a mezzi dotati di grande tecnologia, e che non richiedevano un intervento diretto e ravvicinato di addetti o personale non qualificato. Ciò ha consentito di limitare i rischi evitando pericoli o infortuni anche su pendii molti vasti ed esposti, anche se non è stato facile trovare nuovi addetti o operatori esperti in un settore dove non è facile lavorare in sicurezza».

«Gran parte del legname raccolto è stato diretto al mercato austriaco che ha offerto una buone capacità di trasformazione e valorizzazione del nostro legname (garantendo prezzi adeguati alla varie aste e lotti) - conclude Marco Bernardi - rimane aperta la problematica della rimozione della ceppaie e della messa in sicurezza dei vari versanti. Un aspetto da non sottovalutare e da affrontare prima di avviare ogni altro intervento di recupero ambientale e di messa a dimora di nuove piante e innesti in arrivo dai vivai».

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