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Carro di carnevale ribaltato 

chiesti i danni: 191 mila euro

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È stata rinviata a metà ottobre l'udienza del processo per l'incidente del carro di carnevale dedicato a Scooby Doo che, nell'affrontare la rotatoria per Bosentino, il 25 febbraio 2017 si rovesciò a Vigolo Vattaro. A chiedere un rinvio sono stati i difensori dei tre imputati, con l'appoggio della stessa procura: l'obiettivo è trovare un accordo sul risarcimento alle parti offese che, a quel punto, «uscirebbero» dal processo. Due le parti offese presenti in aula, attraverso l'avvocato Nicola Zilio. Si tratta di due ragazze trentine che, nell'impatto, hanno riportato traumi molto gravi e, soprattutto, con conseguenze che sarebbero permanenti. In un caso i danni chiesti ammontano a 120 mila euro (il consulente di parte ha indicato una invalidità permanente del 20%) e nell'altro a 71 mila euro (14% di danni permanenti indicati). Ma se è possibile che la partita risarcitoria si chiuda in modo positivo, per quanto riguarda le contestazioni i tre imputati sono decisi a difendersi, soprattutto sul terreno del diritto.

L'accusa è di lesioni personali stradali e nei guai sono finiti Daniele Corsini, 43 anni (legale rappresentante del Consorzio turistico Vigolana, ente beneficiario dell'autorizzazione a svolgere la sfilata), difeso dall'avvocato Marco Grotto; Claudio Leonardelli (estensore della relazione tecnica che attestava che il carro rispettava le condizioni di sicurezza richieste dal Ministero degli Interni) difeso dagli avvocati Enrica Franzini e Franco Busana; Mattia Giacomelli (conducente del trattore agricolo che trainava il carro), difeso dall'avvocato Claudio Tasin. Nel caso di Corsini, secondo l'accusa, «ometteva di adottare tutte le misure e le cautele necessarie per garantire il sicuro transito dei carri allegorici, anche dal luogo di provenienza del carro al luogo della sfilata e ritorno, concordando a tal fine le relative modalità con le competenti autorità e forze dell'ordine».

A Leonardelli, che ha sottoscritto la certificazione del carro, viene contestato di avere omesso «colposamente di dare qualsivoglia prescrizione circa le corrette modalità di utilizzo del mezzo e della struttura». Ma la difesa dell'architetto, il quale evidenzia di avere sottoscritto l'omologazione di un carro che doveva portare al massimo 20 persone (ma sul mezzo quella sera ne salirono di più), ha depositato una perizia tecnica per dimostrare che l'omologazione rispettava tutti i criteri richiesti dal Ministero per questo tipo di relazioni tecniche.

Il terzo imputato è Giacomelli, che si trovava alla guida del trattore: al conducente vengono contestate violazioni al Codice della strada, in particolare aver condotto per strada il mezzo, che di fatto costituiva un carico eccezionale, senza autorizzazione. C'è poi l'accusa di avere ospitato sulla struttura in movimento, inidonea perché scorrettamente progettata, almeno 25 persone «con conseguente condizione di incredibile sovraccarico». Ricostruzione che però viene contestata dalla difesa attraverso una consulenza tecnica.

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