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Vigolana e vaccinazioni

Comune contro l'obbligo

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Il tema dei vaccini ha tenuto banco anche nell’ultima seduta del consiglio comunale dell’Altopiano della Vigolana, giovedì sera: al primo punto all’ordine del giorno, infatti, vi era la mozione popolare «No a misure coercitive per imporre le vaccinazioni», che nelle ultime settimane ha girato fra i vari gruppi della Valsugana ed anche della Vigolana, uno dei pochi Comuni in Trentino, se non l’unico, dove la discussione è arrivata fin tra i banchi del consiglio comunale.
 
Per l’occasione, la sala consiliare di Vigolo Vattaro era molto affollata, anche se non c’è stata alcuna tensione: come ha infatti sottolineato più volte Chiara Giacomoni, portavoce in sede consiliare delle 173 famiglie firmatarie della mozione, è sbagliato definire e accomunare questa richiesta e queste famiglie con l’epiteto «no vax», termine che, a detta dei firmatari, è estremista ed utilizzato dai media solo per fomentare lo scontro.
In sostanza, la mozione popolare (che formalmente, per essere discussa in consiglio, è stata presentata dal presidente del consiglio comunale, Francesco Maria Raimondo) non discute l’utilità dei vaccini in sé, ma pone dei dubbi e delle riflessioni sul modo e sul metodo con i quali è stato imposto, in maniera repentina ed a carattere d’urgenza, l’obbligo di 10 vaccinazioni come requisito per l’iscrizione scolastica. 
 
«Non vi è oggi - ha spiegato Giacomoni, confutando il parere di organismi sanitari nazionali ed esperti di immunologia di livello - alcuna emergenza che giustifichi questa norma. Da parte degli organi preposti vi è stata molta superficialità in questo provvedimento, mentre fra le nostre famiglie è crescente il sentimento di frustrazione, impotenza e rabbia» parlando di «un’immunizzazione di gregge».
La mozione chiede quindi che venga fornita ampia informazione equilibrata, anche grazie ad esperti del settore, soprattutto sui benefici e sui rischi che il provvedimento comporta, anche per quanti non vorrebbero vaccinare obbligatoriamente i propri figli, oltre ad un allungamento dei tempi per l’entrata in vigore della norma, in modo da consentire ancora maggior documentazione. 
 
Richiamandosi anche all’articolo 32 della Costituzione (in cui si parla di rispetto della persona umana in correlazione ai trattamenti sanitari), la petizione richiede, fra le altre cose, che a tutti i bambini sia permesso frequentare l’anno scolastico senza alcuna discriminazione e che vengano trovate altre misure idonee.
Dopo le dichiarazioni dei consiglieri Stefano Forti, Michela Pacchielat e Michela Bonvecchio, che hanno espresso appoggio alla petizione nel senso delle richieste ma mantenendo comunque una posizione diversa sui vaccini («In altri Paesi europei - ha detto Stefano Forti - non c’è obbligo di vaccinazione perché comunque il tasso percentuale di vaccinazione è molto alto, al contrario dell’Italia»), i consiglieri Mattia Giacomelli e Renzo Sadler hanno presentato un emendamento per impegnare l’amministrazione, per quanto di sua competenza in materia, ad inoltrare queste richieste all’assessore provinciale competente e al Ministro per la salute. Con solo 2 voti contrari, il consiglio (che non ha alcuna autorità in materia) ha approvato questa mozione fra gli applausi del folto pubblico presente.
 
Il sindaco David Perazzoli ha poi risposto punto per punto all’interrogazione delle due liste di minoranza in merito alla vicenda del Centro Giovani Rombo e del Centro di Aggregazione Giovanile, la cui gestione è stata affidata all’associazione Appm.
Il consiglio ha anche approvato la convenzione con il Gruppo Alpini di Vigolo Vattaro e il Gruppo Pensionati e Anziani di Bosentino (rispettivamente per 1.500 e 900 euro) per il servizio di sorveglianza davanti alle scuole dei due paesi per l’anno scolastico in corso. 

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