Appartamenti e mansarda distrutti dal fuoco partito dalla stufa: scagionato l’installatore
L’incendio risale al novembre del 2021. L’artigiano era chiamato a rispondere del rogo con l’accusa di incendio e delitti colposi di danni per aver commesso delle gravi imperizie durante l'installazione dell'apparecchio
IL FATTO Famiglie evacuate
TRENTO. È stato assolto con formula piena l'artigiano chiamato a rispondere dell'incendio che a novembre 2021 distrusse due appartamenti e una mansarda a Predaia, in val di Non. Il cinquantenne trentino, indicato dall'accusa come l'installatore della stufa a pellet dalla quale sarebbe scaturito il rogo, è stato assolto dal tribunale di Trento perché «il fatto non sussiste».
Se per il deposito delle motivazioni sarà necessario attendere 90 giorni, chiara è stata la tesi difensiva dell'imputato, rappresentato dagli avvocati Nicola Zilio e Paola Salvadori, che hanno cercato di dimostrare la sua innocenza, contestando anche la dinamica del rogo e la sua origine. Ma soprattutto portando all'attenzione dei giudici il fatto che non ci fosse nessuna prova sul fatto che fosse stato lui materialmente a installare la stufa sette mesi prima dello scoppio e che i controlli di manutenzione ordinaria sarebbero stati in carico, in ogni caso, ai proprietari dell'appartamento.
Contorno decisamente differente rispetto a quanto delineato dalla Procura che aveva accusato l'uomo dei reati di incendio e delitti colposi di danni per aver commesso delle gravi imperizie durante l'installazione dell'apparecchio, in particolare - stando agli atti - per non aver impiegato isolanti adeguati e non aver mantenuto le distanze corrette tra il camino e il materiale combustibile.
L'impianto accusatorio, però, non ha retto. Le fiamme erano divampate nel corso della serata del 5 novembre 2021, nel cuore della frazione di Priò, dall'ultimo piano di un edificio ristrutturato pochi anni prima e nel quale erano stati ricavati diversi appartamenti. Due unità abitative e una mansarda erano rimaste gravemente danneggiate.
Nelle operazioni di spegnimento furono impegnati una settantina di vigili del fuoco volontari della zona, a cui si aggiunsero i permanenti arrivati da Trento. La tempestività dell'intervento evitò che le fiamme potessero estendersi anche alle case vicine. Ci volle tutta la notte per mettere in sicurezza lo stabile. Ingenti furono i danni riportati anche alla copertura della palazzina.
Quella sera furono otto gli appartamenti evacuati e quindici le persone sfollate, nessuna delle quali, per fortuna, ferita o intossicata. In paese scattò subito una gara di solidarietà e furono in molti ad offrire un alloggio a chi non poteva rientrare nella propria abitazione. Il giorno seguente gli sfollati poterono accedere momentaneamente agli alloggi, accompagnati dai pompieri, per recuperare alcuni effetti personali.
Le indagini delle forze dell'ordine, supportate dagli accertamenti tecnici dei pompieri, individuarono la causa del rogo nella stufa a pellet che si trovava in uno degli appartamenti.