Morì sul lavoro, i titolari patteggiano: più di un milione di risarcimento alla famiglia di Gavrila Grad
Era il 16 gennaio 2024, quando il giovane operaio della ditta di imballaggi in legno di Amblar-Don, perse la vita sul luogo di lavoro per gravi traumi da schiacciamento. Per un'ora il medico rianimatore tentò di salvarlo, ma senza successo
LA TRAGEDIA 27enne morto dopo essere stato travolto da un tronco
TRENTO. «Una tragedia umana, non giudiziaria». Questo ciò che rimarrà del procedimento per la morte sul lavoro del 27enne Gavrila Grad a detta dei rappresentanti della ditta "Nord Pallets snc", Mario Asson e suo figlio Roberto. Entrambi, chiamati a rispondere all'accusa di omicidio colposo, ieri mattina, 18 novembre, davanti al giudice dell'udienza preliminare, Enrico Borrelli, hanno patteggiato rispettivamente 8 mesi di reclusione e 4 mesi, rappresentati dall'avvocato Tommaso Fronza.
Il padre in qualità di legale rappresentante della ditta di imballaggi in legno di Amblar-Don (e anche responsabile alla sicurezza), il figlio come preposto alla sicurezza. La famiglia della vittima, inoltre, verrà risarcita integralmente per più di un milione di euro, come stabilito dalle tabelle del tribunale di Milano, riferimento utilizzato nel calcolo del danno in considerazione di diversi parametri, fra i quali anche l'età della persona coinvolta.
Per i due imputati, che hanno scelto la via del rito alternativo, rimane soltanto grandissima amarezza per il decesso di un ragazzo a cui – stando alle loro parole - erano «molto affezionati».
Grad, da tutti conosciuto come "Gabi", ha lasciato la compagna Natalia e le due bimbe. Era per loro che, a fine gennaio del 2024, era partita una raccolta fondi sulla piattaforma online Gofundme, promossa in prima battuta dall'associazione "La storia siamo noi" che era riuscita a raccogliere più di 13mila euro di donazioni.
Era il 16 gennaio 2024, quando Gavrila Grad, operaio della ditta di imballaggi in legno, perse la vita sul luogo di lavoro per gravi traumi da schiacciamento. Furono i colleghi a trovare il giovane sotto un tronco, nel piazzale antistante al deposito e alla segheria nonesa, vicino ad una catasta di legname. Era già privo di sensi. Le operazioni per rimuovere il tronco dal corpo dell'uomo si rivelarono lunghe e complesse: quasi mezza tonnellata stava opprimendo il 27enne, schiacciato da una massa di circa 5 metri di lunghezza. Per un'ora il medico rianimatore tentò di salvarlo, ma senza successo.
Secondo la procura, rappresentata dalla titolare del fascicolo, la pm Patrizia Foiera, Grad, assunto nel 2018 come operaio addetto al taglio del legname e assemblatore di articoli in legno, è stato schiacciato contro una cassa metallica nel corso di una manovra di prelievo dei tronchi con una pala che si stava muovendo in retromarcia.
Ai due imputati è stato contestato l'omicidio colposo per una serie di omissioni in tema di sicurezza sui luoghi di lavoro, per non aver segnalato percorsi pedonali e aree di manovra nel cortile, attraverso protezioni fisiche, cartelli o segni sul terreno. Il giovane era nato in Romania, dove ancora aveva dei parenti: come tanti, si era trasferito in val di Non da giovanissimo per cercare fortuna e crearsi una nuova vita. Cominciando appunto a lavorare come bracciante agricolo.