Fa ritardare il treno, 20enne condannato ad un mese di reclusione
L’avvocata dell’imputato valuta il ricorso in appello in merito alla condanna per interruzione di pubblico servizio, dato che il ritardo del treno causato dalla condotta dell’imputato è stato di soli 12 minuti (Foto d’archivio)
TAIO. Condannato a un mese di reclusione, pena non sospesa, per interruzione di pubblico servizio, è stato invece assolto dal reato di oltraggio a pubblico ufficiale per aver detto al capotreno «Scemo che non sei altro». L’imputato è un ventenne di origine marocchina che nel settembre 2021 era salito senza biglietto sulla Trento-Malé, alla stazione di Taio.
Sosteneva di non essere riuscito a fare il ticket per un problema con il bancomat, ottenendo dal capotreno la possibilità di pagare la corsa alla stazione di Trento. Ma quando ha tentato di fare il furbo scendendo alle fermate precedenti, si è ricordato che il capotreno aveva trattenuto la sua tessera sanitaria, utilizzata per l’identificazione. A quel punto era scattato l’insulto. Questa settimana la sentenza.
L’avvocata Katia Finotti, che difende l’imputato, valuta il ricorso in appello in merito alla condanna per interruzione di pubblico servizio, dato che il ritardo del treno causato dalla condotta dell’imputato è stato di soli 12 minuti.