Val di Non

La “funivia delle mele” è pronta a partire: eviterà 6 mila viaggi su tir

Impianto unico al mondo, trasporterà la frutta dal magazzino Cocea di Segno alla miniera Rio Maggiore, nelle celle ipogee a 300 metri di profondità: un viaggio di 1300 metri con un dislivello di 87

di Fabrizio Brida

PREDAIA - Ormai manca davvero pochissimo al viaggio inaugurale. La prima funivia che, invece delle persone, trasporterà le mele Melinda sta per entrare in funzione: e così la frutta conferita durante la raccolta ormai alle porte - con periodo "di fuoco" tra settembre e ottobre - verrà trasferita dalla sala di lavorazione del magazzino Cocea di Segno alla miniera Rio Maggiore, dove le mele saranno stoccate nelle celle ipogee, a 300 metri di profondità.

Un "frigorifero naturale" a temperatura controllata nel cuore delle Dolomiti che già oggi permette di risparmiare il 30% di corrente elettrica rispetto a un magazzino tradizionale, evitando peraltro di dover costruire nuovi edifici in superficie. Anche questo un bell'obiettivo raggiunto in termini di sostenibilità.Le mele compiranno così un "viaggio" di 1.300 metri con un dislivello di 87 metri, che percorreranno alla velocità di 5 metri al secondo con una capacità di trasporto pari a 460 contenitori impilabili (i cosiddetti "bins") all'ora.

Sono questi i numeri di un impianto unico al mondo, espressione suggestiva di un progetto vincitore del bando nazionale dedicato alla logistica agroalimentare nell'ambito del Pnrr. Si tratta dunque di una struttura sorprendente, una soluzione innovativa. La "funivia delle mele", com'è stata ribattezzata, permetterà di trasportare 40mila tonnellate di frutta, evitando 6mila viaggi di tir su gomma, per un totale di 12mila chilometri l'anno, con una significativa diminuzione delle emissioni di CO2 nella valle. Per gestire gli stessi volumi movimentati dalla nuova teleferica, durante il periodo di stoccaggio autunnale delle celle, sarebbero necessari 10 camion che dovrebbero effettuare complessivamente 80 viaggi al giorno.

Per i successivi nove mesi è previsto un flusso di svuotamento delle celle regolare tra novembre e fine luglio. Nell'ultimo periodo si sono svolti i vari test e collaudi - per cui non è stato raro vedere le cabine muoversi su e giù lungo la fune - e ora è ormai tutto pronto per la messa in funzione.

La costruzione della "funivia delle mele", che dal punto di vista tecnico è un impianto monofune ad agganciamento automatico a tre piloni con 11 piloni di sostegno (di cui 6 in galleria), è stata finanziata con 4 milioni di euro di fondi europei del Piano nazionale di ripresa e resilienza, approvato dal governo italiano nel 2021 per risollevare l'economia dopo la pandemia, su un costo totale che si aggira sui 10 milioni di euro. L'attesa per vederla in funzione a pieno regime è agli sgoccioli.

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