La causa

Esposto dei turisti contro le campane della chiesa: il tribunale le “assolve”

Val di Non, due famiglie emiliane avevano avviato il procedimento per disturbo alla quiete pubblica, il gip lo ha archiviato. La sindaca di Rumo: «Fanno parte della nostra tradizione». La parrocchia: «Pretendevano il silenzio, siamo amareggiati

di Marica Viganò

TRRNTO. Le campane della chiesa di San Lorenzo a Mione, frazione di Rumo, in alta val di Non, sono "senza peccato". Da decenni accompagnano le giornate di residenti e di turisti, riportando la memoria al passato, a quando i rintocchi richiamavano a casa per il pranzo le persone che erano al lavoro nei campi e nei boschi.

"Accusate" di aver disturbato il sonno di un gruppetto di turisti, sono state scagionate dal tribunale: continueranno a fare ciò che fanno da sempre, ossia scandire il passare del tempo e fare compagnia a chi porta nel cuore il suono della tradizione.

È passato quasi un anno dallo scoppio di una vicenda che inizialmente era sembrata folcloristica, ma che tuttavia aveva portato alcuni cittadini emiliani a presentare un esposto in procura a Trento per disturbo della quiete pubblica. Il gruppo di turisti, due famiglie con bambini, era arrivato a Mione di Rumo pochi giorni prima di Ferragosto 2024, per trascorrere un po' di giorni al fresco della montagna.

Arrivati nell'appartamento preso in affitto, non hanno apprezzato - per usare un eufemismo - la vicinanza con la chiesa: non per motivi religiosi, ma per la presenza del campanile, con le ore (e anche le mezze ore) scandite dai rintocchi, sia di giorno che di notte. Il gruppo ha protestato in Comune e poi se ne è andato in anticipo dal paese, non prima di aver pubblicato sui social un post che è diventato virale: la vicenda delle campane che disturbano i turisti ha fatto il giro d'Italia ed è arrivata anche oltralpe.

«Le polemiche nate dopo quel post ci hanno colpito parecchio. Sono state eccessive e hanno toccato la sensibilità di ciascuno di noi - spiega la sindaca Michela Noletti - Le campane rappresentano l'identità, la tradizione. Per fortuna questa vicenda, per noi inaspettata e che ci ha dato molto dispiacere, ora si è chiusa. Mi sento di esprimere l'apprezzamento per il lavoro fatto da chi ha esaminato la documentazione e ha applicato la giustizia nel rispetto della verità e nel rispetto della tradizione».

La sindaca nel febbraio scorso era stata convocata dai carabinieri. «L'esposto era contro ignoti - precisa - Sono stata chiamata a fornire una narrazione dell'accaduto. Mai prima di allora c'erano state lamentele in merito ai rintocchi delle campane: abbiamo turisti che vengono da noi da decenni. Il gruppo aveva segnalato il disturbo in Comune, ma in maniera tranquilla. Nulla faceva pensare che questa vicenda avrebbe potuto avere anche un risvolto penale».

La procura aveva aperto un fascicolo per disturbo del riposo delle persone, incaricando l'Appa dei rilievi fonometrici. Quattro sono stati i luoghi del paese oggetto di verifica: i limiti di emissione sonora sono stati superati solo nell'appartamento in cui erano alloggiati i turisti, non in altri punti. Troppo poco, dunque, per contestare il reato. La Cassazione ha stabilito che il disturbo per essere tale deve essere percepito da «un numero indeterminato di soggetti», dunque da più persone e non solamente dagli abitanti di un unico appartamento.

Dalla rilevazione viene comunque escluso il suono delle campane per l'Angelus di mezzogiorno, in quanto rientra nelle attività di culto. Il giudice Enrico Borrelli ha accolto la richiesta di archiviazione della procura, nonostante l'opposizione dei turisti emiliani. Una decisione che ha fatto tirare un sospiro di sollievo ai residenti e ai parrocchiani. «A Rumo abbiamo quattro chiese con quattro campanili e mai avuto lamentele - evidenzia Giovanni Bertolla, consigliere del Comitato affari economici della parrocchia - Ad amareggiarci sono stati i toni delle polemiche e le pretese. Questa è una comunità aperta, che accoglie i turisti. Quelle persone sono arrivate dire che avrebbero fatto silenziare le campane e chiesto i danni».

A Mione sarà ancora più sentita la prossima ricorrenza di San Lorenzo, che si festeggia per tradizione solo quando il 10 agosto cade di domenica. L'ultima volta è stato 11 anni fa, nel 2014.

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