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Un viaggio "ecologico"

dalla Val di Non a Ushuaia

rigorosamente senza plastica

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Dalla città più a sud del mondo al Messico, senza produrre un solo rifiuto di plastica. Un viaggio on the road con migliaia di chilometri da percorrere in tutti i modi possibili e un’idea precisa in testa.
Un sogno che si avvera per Mattia Torresani, 32 anni, di Ville d’Anaunia, cresciuto sulle Dolomiti di Brenta e socio Melinda, e per Annalisa Paglia, di Reggio Emilia, zaino in spalla dall’età di 8 anni, scout da tutta una vita, da poco adottata dalla Val Di Non.
Insieme, dopo qualche notte insonne e diversi giorni a pensare su come rendere possibile questo viaggio, hanno dato vita a Lack of Plastic Travel («Viaggio senza plastica»). Un progetto, documentato attraverso i social, iniziato lo scorso novembre, con l’intento di sensibilizzare la comunità globale, dimostrando come sì, viaggiare senza produrre rifiuti plastici monouso è possibile.

Prima tappa San Paolo in Brasile, dove trascorrono alcune settimane, per poi arrivare ad Ushuaia, la città più a sud del pianeta. Da qui parte ufficialmente la loro avventura: percorrono a piedi la Terra del Fuoco, campeggiando in tenda un po’ ovunque, con la loro casa su due ruote, di fatto un semplice carretto su cui trasportare attrezzatura e bagagli, fino ad arrivare sulla Carretera Austral nella Patagonia cilena. Ed oggi, dopo quasi quattro mesi di esplorazione, Annalisa e Mattia continuano a portare avanti il loro sogno globale.

La destinazione finale sarà il Messico, ma si sono presi tutto il 2020 per farlo e per il momento sono a Pichilemu a surfare tra le onde.
«Entrambi abbiamo alle spalle numerose esperienze di viaggio con lunghi periodi di permanenza all’estero - raccontano Annalisa e Mattia - Il nostro sogno nel cassetto era un viaggio on the road in America Latina. La decisione di mollare tutto e intraprendere questa avventura è maturata in concomitanza con un periodo di sperimentazioni per cercare di ridurre l’utilizzo della plastica nella vita di tutti i giorni. Da qui è nata l’idea di tentare questa traversata da Ushuaia al Messico senza usare plastica.

Una sfida nella sfida. Perché spesso quando si viaggia è molto più difficile fare a meno degli imballaggi: dai cibi pronti alle bottigliette di acqua, per non parlare di tutte le confezioni dei prodotti per la cura personale».
Così nei mesi precedenti la partenza, i due ragazzi hanno sperimentato alcune ricette fai da te per prepararsi un dentifricio, un deodorante, uno shampoo e una crema solare plastic-free, il tutto con prodotti naturali facilmente reperibili in loco.
«Viaggiamo con borracce in alluminio e un filtro per depurare l’acqua. Per fare la spesa, utilizziamo borse di stoffa e contenitori in alluminio per i prodotti freschi. Abbiamo tutta la nostra attrezzatura da campeggio per mangiare e cucinare e laviamo i piatti solo con acqua, un po’ di limone e una spugna senza imballaggio».

Per attraversare la Patagonia hanno scelto di spostarsi a piedi e in autostop. «Abbiamo notato tanta curiosità e un impegno crescente per il tema del nostro progetto: siamo stati in alcuni eco-camping che si preoccupano di riutilizzare la plastica. Sicuramente servono ancora molti passi avanti ma le persone sono sempre più interessate a trovare strategie per eliminare la plastica, soprattutto se raccontate da due viaggiatori». Ma la sfida più grande si presenta al momento di fare la spesa. «Sono pochissimi i prodotti sfusi reperibili nei piccoli negozi alimentari che incontriamo lungo il cammino. Qualche volta ci viene data la possibilità di comprare la carne e le verdure nei nostri contenitori di alluminio ma sono più numerose le volte in cui facciamo delle rinunce». Nella Terra del Fuoco hanno camminato sulla Ruta 3 per giorni senza incontrare un centro abitato, e tuttavia senza mai sentirsi abbandonati.

«Il giorno di Natale una coppia si è fermata e ci ha regalato una bottiglia di vino e un kg di granchio fresco». Viaggiare è anche questo.

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