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Cacciatore libera un cervo

impigliato con il palco in una rete

ma era ormai troppo tardi

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Poteva essere una bella storia, invece è una storia triste, quella che ha visto protagonisti un cacciatore di Dovena e un cervo, rimasto incastrato con le corna in una rete antigrandine. Una trappola involontaria, ma pericolosissima.

«Mi è stata riferita la notizia che il cervo era rimasto intrappolato, così mi sono recato sul posto per controllare se l’animale c’era ancora - spiega il cacciatore, affermando di aver trovato l’animale per terra: «Pensavo che fosse morto, ma appena mi sono avvicinato, si è alzato in piedi. Io ero un cacciatore, ma mi ha fatto pena», continua. «Quando si ha il fucile, è come se non ci si accorgesse di aver ucciso. Invece vedere un animale a terra, stremato… mi ha fatto un certo effetto».

Il cervo si era incastrato in una rete antigrandine: capita spesso che i contadini utilizzino le reti vecchie o rotte per delimitare i confini dei propri prati, con lo scopo di evitare “incursioni” da parte della selvaggina. «Per le femmine non ci sono rischi, ma gli esemplari maschi si incastrano con le corna, e succede che non riescano più a liberarsi. Non è la prima volta che un simile fatto avviene, è già il terzo animale che vedo ridotto così: lo stesso destino era capitato a un altro cervo e ad un capriolo», spiega l’ex cacciatore. Lui ed un altro abitante del paese hanno fatto il possibile per liberare l’animale, e ci sono riusciti: «Ci abbiamo impiegato una mezz’oretta a tagliare la rete. Però il cervo era intrappolato già da qualche giorno, e non ce l’ha fatta».

Dopo averlo liberato gli hanno portato da mangiare e da bere, il giorno seguente sono tornati sul posto per vedere se era riuscito a riprendere la via del bosco. «Purtroppo si era allontanato soltanto di cento metri. Lo hanno trovato i forestali quasi morto, così l’hanno abbattuto». Una storia che, se da una parte vede l’impegno dei cittadini per salvare un animale in difficoltà, dall’altra sottolinea la poca cautela di qualche contadino: forse basterebbe evitare di posare queste recinzioni “rimediate” per evitare inutili sofferenze agli animali.

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