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Cinquecento pellegrini nella notte

all'eremo di San Romedio,

ma la magia non abita più qui

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Cinquecento fedeli ieri sera hanno sfidato il freddo per il tradizionale pellegrinaggio a San Romedio. Partiti dalla Basilica di Sanzeno hanno percorso i tre chilometri di cammino tra emozioni e riflessioni nel buio illuminato dalla stelle. Pellegrini di tutte le età e provenienti da molte parti della provincia. Al centro della riflessione quest'anno c'era il tema del rapporto tra giovani e anziani nella società di oggi con una frase che racchiudeva tanti signficati: «I nonni non sono uno scarto e il problema sono i giovani o la società dei genitori?».

Su questo si sono incentrati gli spunti di riflessione rivolti a tutte le generazioni. Per la prima volta quest'anno sono stati distribuiti ai partecipanti i testi dell'edizione 2020 e anche quelli del 2019, a fronte di grande richiesta. I testi sono curati dal priore di S Romedio padre Giorgio Silvestri e dal giovane Gianmaria Beccari, ideatore di percorsi chiamati Passeggiate filosofiche. All'arrivo al santuario, i pellegrini sono stati accoti dai canti del giovane cantautore Gabriele Mongardi, ispirati quest'anno al rapporto tra padri e figli. Singolare la scelta di accompagnare tutto il pellegrinaggio con un mega-impianto di amplificazione, montato su due pick-up dei Vigili del Fuoco. Che nella profondità della forra, risuonava potentemente. E singolare poi la scelta di affidare l'arrivo nel cortile interno dell'eremo ad un cantautore che ha cantato alcune canzoni in inglese. A parte la benedizione impartita dal Priore, nessun altro canto liturgico, né alcuna preghiara. Da qualche tempo il pellegrinaggio si sta trasformando, quindi meno mistica e liturgia, più cantautori e filosofi di Imola. Cosa che attrae magari grandi numeri di turisti che non vedono l'ora di scattare selfie con il telefonino, o di fare il "record della pista" con abbigliamento sportivo. Ma certo è lontana anni luce dall'idea di pellegrinaggio. Se al pellegrinaggio togli la preghiera, il silenzio, la lentezza e la fatica, resta una simpatica kermesse. Il Santuario era illuminato da centinaia di lumini che queste occasione gli conferiscono un'atmosfera particolarmente affascinante e suggestiva. Ma se questa si riduce a "cartlina" e sfondo per le foto con lo smartphone...

La partenza è avvenuta alle 19.30 presso la basilica di Sanzeno e l'arrivo all'eremo dopo circa due ore di cammino e per i pellegrini era pronto thè caldo e vin brulè.

Oggi, la festa di San Romedio entra nel vivo. Verranno celebrate tre Messe, destinate a ricordare le gesta del santo, previste in Santuario alle ore 9, 11 e 16. La funzione solenne delle ore 11 sarà presieduta dall'arcivescovo metropolita monsignor Lauro Tisi arcivescovo di Trento e sarà animata dal canto del Coro Anziani Terza sponda. Farà da cornice alla festa la tradizione del "pasto del pellegrino" che da oltre mezzo secolo viene riconosciuta nel piatto tipico delle trippe che saranno distribuite fino alle 13.
Per tutta la giornata di oggi si potrà accedere all'Eremo di San Romedio tramite il servizio di bus navetta messo a disposizione gratuitamente dalle 8.30 alle 17.30 dalle Amministrazioni Comunali di Sanzeno, Predaia e Romeno.
Quest'anno la tradizione del "Perdon di Sanzeno" nata dal privilegio che il pontefice Urbano VIII concesse nel 1644 ad alcune chiese fuori Roma, tra le quali appunto la Basilica di Sanzeno, di ricevere quelle indulgenze che si potevano solitamente ottenere visitando la Basilica di S. Pietro a Roma, per disposizione della Santa Sede, anziché nella settimana che precede la festa di San Romedio, si svolgerà nel mese di maggio, nei giorni che precedono la festa dei Ss. Martiri di Sanzeno: dal 26 al 29 maggio. Come vuole la tradizione ci sarà la Liturgia di guarigione delle memorie, un percorso spirituale di preghiera e verifica della propria vita, con la liturgia che sarà animata da dei cori. I frati del santuario fanno sapere che verrà predisposto a suo tempo il nuovo programma per il "Perdon".
E come momento laico della Festa di San Romedio, da quest'anno è stato organizzato il festival delle trippe. Prendendo spunto da quella servita al santuario di San Romedio in occasione della ricorrenza del santo, ecco il festival supportato da Apt e Strada della mela e dei sapori delle valli di Non. Per ora sono stati coinvolti tre esercizi di ristorazione, in futuro si conta di ampliarli, soprattutto coinvolgendo i giovani esercenti. La prima fase del Festival della trippa si svolge agli Hotel Pineta di Tavon, Dolomia di Pinzolo, la Locanda Alpina di Brez e il Ristorante La Filanda di Denno. Informazioni sul sito Apt.

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