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Santa Giustina, si studia

il progetto pista ciclabile

da fare sopra la diga

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Tra novembre e dicembre dovrebbe essere pronto lo studio tecnico di fattibilità per l’attraversamento ciclo-pedonale della forra del Noce, all’altezza della diga di Santa Giustina.
Uno studio che dovrà indicare con una certa precisione soluzioni alternative e costi di un’opera considerata strategica per completare il “puzzle” dei tracciati ciclabili, le cui tessere si incastrano in valle di Non, Valle di Sole e Piana Rotaliana.
La forra di Santa Giustina appare infatti come lo snodo fondamentale per una rete che, una volta completata, costituirà sicuramente una delle attrattive turistiche di maggior richiamo delle valli del Noce.
«Lo sviluppo della ciclabilità - spiega il presidente della Comunità di valle, Silvano Dominici, facendo il punto sull’attuazione dei progetti finanziati con il Fondo strategico territoriale - è determinante anche per la realizzazione del progetto di valorizzazione di Santa Giustina. Dello sviluppo turistico della località e del lago si parla da 40 anni, ma finora nulla era andato in porto, non per incapacità ma per una situazione molto complessa sotto vari punti di vista, sia per il traffico congestionato, sia per l’esistenza di un’opera dalle finalità estremamente specifiche come la diga, sia per la complessità urbanistica che vede protagonisti da una parte il Comune di Ville d’Anaunia, dall’altra quello di Predaia».
Ma i vari soggetti interessati (Comuni, Comunità, Provincia e Dolomiti Edison Energy) ora stanno lavorando tutti nella stessa direzione, chi per realizzare lo skywalk a sbalzo sulla forra (di cui è pronto il progetto promosso da Dolomiti Edison Energy), che per riqualificare l’area delle Plazze (già realizzata la sistemazione del verde e del parcheggio, è in costruzione il bar ristorante con servizi), chi per le piste ciclabili previste dall’accordo.
La Comunità, in particolare, è al lavoro su questo aspetto: «Il Fondo strategico territoriale ha destinato soldi per lo sviluppo delle Plazze, per la ciclabilità Mostizzolo- Cles, poi abbiamo integrato le risorse mettendo a disposizione tutto l’avanzo di amministrazione e i sovracanoni aggiuntivi, perché ci crediamo. Così abbiamo portato il Fondo da 7 a 17 milioni».
Dieci milioni circa sono proprio per le ciclabili: a parte l’attraversamento della forra (costo presunto di 4 milioni), «che avverrà probabilmente tramite un nuovo ponte, visto che - spiega Dominici - appoggiarsi a quello austroungarico significherebbe doverlo mettere a norma dal punto di vista sismico secondo le normative vigenti», anche il progetto della Mostizzolo - Cles (altri 4 milioni) è a buon punto: «Finalmente - prosegue il presidente - abbiamo raggiunto un accordo con la Provincia che ha delegato alla Comunità di valle tutte le fasi dell’opera: progettazione, appalto, realizzazione e collaudo. Ora dobbiamo affidare la progettazione definitiva ed esecutiva, che sviluppi il tracciato preliminare disegnato su strade forestali che corrono parallele alla viabilità».
Un tracciato di circa 5 km, che dovrebbe passare in larga parte su una strada forestale esistente a monte della viabilità ordinaria, nell’area del Faè e della frazione di Dres, per arrivare nel centro del capoluogo, in piazza Fiera o piazza Granda.
Quanto al ponte tibetano ciclopedonale di Castelfondo (2,2 milioni nel Fondo strategico), oggetto di un ricorso al Tar che sarà deciso in febbraio, anche qui si sta per assegnare l’incarico per la progettazione, mentre per quanto riguarda lo sviluppo della mobilità sostenibile e dell’efficienza energetica in bassa Valle (circa 1.862.000 euro) si va avanti con le varie opere previste. 

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