L'appello dei tre sindaci per la fusione dei comuni

di Chiara Smadelli

«Il Comune Unico rappresenta uno strumento per abbandonare vecchi campanilismi e costruire un progetto condiviso, capace di rispondere alle sfide dei tempi. Una visione unitaria che dovrà partire da una programmazione territoriale rispettosa delle peculiarità delle singole frazioni, ma in grado di risolvere i problemi di ambito sovracomunale: viabilità, strutture pubbliche e aree produttive».

Queste le parole dei sindaci di Romeno, Cavareno e Ronzone riguardo alla fusione dei tre Comuni in un Comune unico denominato Belvedere d’Anaunia.

Per quanto riguarda i regolamenti che disciplinano le attività agricole, essi saranno uniformati, mantenendo in essere la salvaguardia delle zone che sono già state tutelate dal punto di vista paesaggistico - ambientale.

«Chiediamo ai cittadini di votare sì per ridare forza, organizzazione e slancio al territorio, perché siamo convinti dell’importanza di una visione unitaria e della concreta possibilità di migliorare la qualità dei servizi al cittadino», dichiarano i tre sindaci nella lettera che verrà distribuita a tutti i votanti del territorio. «Ad accomunare le nostre tre amministrazioni, il fatto che siano le più virtuose della zona per quanto riguarda l’omogeneità degli obiettivi raggiunti in questi anni, come il risparmio e l’efficienza delle opere realizzate», afferma il sindaco di Ronzone Stefano Endrizzi. «Le nostre intenzioni sono state rese note solo ora in quanto, per disposizioni della prefettura, non potevano essere comunicate prima del 23 agosto, ovvero ad un mese di distanza dalle elezioni», puntualizza Luca Fattor, sindaco di Romeno. La giunta regionale ha stabilito la data di domenica 22 settembre per il referendum consultivo, che non sarà l’unico in alta Val di Non: nella stessa giornata i cittadini di Fondo, Castelfondo e Malosco torneranno alle urne per scegliere se il nuovo Comune, che nascerà ad agosto 2020, si chiamerà Borgo d’Anaunia o Castel Fondo Malosco.
 
Tra i benefici che l’unificazione dei comuni comporterà per il territorio, oltre alla migliore qualità dei servizi offerti ai cittadini grazie alla maggior specializzazione del personale (all’interno di un Comune ben organizzato, il grado di trasparenza dell’amministrazione nei confronti dei cittadini diviene più elevato, consentendo inoltre lo snellimento dell’amministrazione stessa), i sindaci riportano inoltre un maggiore peso politico del comune unico rispetto alla Provincia ed alla Comunità di Valle (un comune più grande implica maggior importanza e capacità di contrattazione con i due enti sopra citati, consentendo di realizzare opere di maggior importanza come la casa di riposo per anziani a Romeno e la variante per eliminare il traffico pesante dai centri storici attraverso una bretella stradale).

Vanno poi ricordati una maggiore qualità della rappresentanza politica (meno amministratori, più selezione), nonché gli importanti contributi regionali a sostegno della fusione: la legge regionale prevede, per sostenere progetti di fusione, contributi di due tipi: 180. 000 euro di contributo una tantum, più un contributo annuale (per 10 anni) che va gradualmente a scalare a partire dal sesto anno e che ammonta complessivamente a circa due milioni di euro.

Affinché il referendum sia valido saranno necessarie due condizioni: che in tutti i tre Comuni vada a votare un numero di persone superiore al quorum (fissato del 40% degli aventi diritto al voto), e che il sì al progetto di unificazione ottenga la maggioranza più uno dei voti validi. Se avrà esito positivo, entro trenta giorni la giunta regionale approverà il ddl di fusione che verrà poi trasmesso al consiglio regionale per la definitiva approvazione.

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