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Fusioni, per «Borgo d'Anaunia»

e «Belvedere d'Anaunia»

referendum in autunno

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Il prossimo autunno due referendum interesseranno i cittadini del territorio dell’Alta Val di Non. La Giunta provinciale, su proposta dell’assessore agli enti locali e rapporti con il Consiglio provinciale Mattia Gottardi, ha espresso oggi parere favorevole alle consultazioni degli elettori così come è stato proposto dai Consigli comunali in tema di fusione delle realtà amministrative, secondo quanto previsto dalla legge regionale.

Gli elettori di Castelfondo, Fondo e Malosco sceglieranno il nome del nuovo Comune, mentre a Cavareno, Romeno e Ronzone decideranno se approvare la fusione.

I cittadini dei Comuni di Castelfondo, Fondo e Malosco saranno chiamati alle urne per scegliere il nome della nuova municipalità che nascerà il primo gennaio 2020, secondo quanto deciso dagli elettori con il referendum del 18 dicembre 2016. Un passaggio necessario per superare le problematicità emerse sulla denominazione “Alta Val di Non”. A inizio giugno i Consigli comunali di Fondo e Malosco hanno approvato la denominazione “Borgo d’Anaunia”, mentre quello di Castelfondo ha optato per “Castel Fondo Malosco”.

Va detto che la Soprintendenza per i beni culturali della Provincia ha osservato come sarebbe preferibile che le nuove denominazioni dei Comuni nati da fusione siano più rappresentative del territorio di riferimento e non confondibili. Alla luce dell’avanzato iter procedurale della fusione dei tre Comuni, per non interrompere questo percorso la Giunta ha preferito esprimere il proprio parere favorevole “nel rispetto dell’autonomia decisionale dei Comuni”. La data della consultazione popolare sarà fissata dalla Regione: in questo caso non è previsto il raggiungimento del quorum per la validità del voto.

Per quanto riguarda invece la fusione dei Comuni di Cavareno, Romeno e Ronzone, nelle intenzioni dei tre Consigli comunali la nuova realtà amministrativa si chiamerà “Belvedere d’Anaunia”, avrà sede a Cavareno e nascerà il primo gennaio 2020. Le tre municipalità in oggetto costituiscono al momento l’Unione dei Comuni dell’Alta Anaunia e dunque - secondo le amministrazioni comunali interessate - la fusione rappresenterebbe il naturale compimento di un percorso politico e amministrativo avviato nel 2013. Inizialmente facevano parte dell’Unione anche i Comuni di Malosco e Sarnonico, che nel frattempo hanno esercitato il diritto di recesso. Anche in questo caso, la Soprintendenza per i beni culturali ha osservato come sia preferibile utilizzare denominazioni più rappresentative dell’identità storico-culturale del territorio. Per garantire la validità del voto, dovrà recarsi alle urne almeno il 40% più uno degli aventi diritto.

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