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Caldes, la mostra di Sgarbi

costerà 220 mila euro. Per l'Apt

«sarà un grande successo»

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Rientra in un preciso programma di iniziative che punta a caratterizzare la Val di Sole anche dal punto di vista culturale. La mostra, allestita a Castel Caldes con la collezione d’arte della Fondazione Cavallini Sgarbi e che sarà inaugurata il 6 giugno, per il presidente dell’Azienda per il Turismo delle Valli di Sole, Peio e Rabbi Luciano Rizzi è uno dei «grandi eventi» che può trascinare e accrescere i flussi turistici. Anzi. Potrebbe avere addirittura ricadute filantropiche se si potrà contare su un grande successo e un ottimo ritorno economico, oltre che mediatico.
La mostra, Rizzi, l’ha voluta, l’ha cercata e oggi difende la scelta anche da chi - il riferimento è alla recente interrogazione di Alessio Manica del Pd - non la vede di buon occhio.

«L’idea nasce almeno un paio di anni fa, quando Sgarbi fu invitato dall’ex senatore Franco Panizza a visitare i castelli della Val di Non e di Caldes - spiega il presidente Rizzi -. Allora il critico aveva valutato il nostro maniero come un ottimo luogo per allestire delle mostre. E così, visto che avevo letto del successo ottenuto dalla sua collezione, gli chiesi se avrebbe avuto piacere di portarla anche in Val di Sole. Ci ha messo in contatto con la sorella e, dopo le elezioni, abbiamo portato avanti il progetto con il Castello del Buonconsiglio». Dai contatti ne era nata, a luglio 2018, anche una serata al teatro di Dimaro dove il critico d’arte, oggi presidente del Mart di Rovereto, aveva descritto il ruolo del sole nella storia dell’arte e al termine della quale si era lanciato l’appuntamento proprio per la mostra in questione. «L’iniziativa nasce qui - aggiunge ancora Rizzi - tantoché è proprio l’Apt a fare da capofila al progetto». Un progetto che intende richiamare almeno 18.000 visitatori, dice Rizzi, e che comporta una spesa complessiva di 220.000 euro più Iva, dei quali 100.000 sono a carico della Provincia e 10.000 euro del Comune di Caldes, 13.000 euro derivano da sponsorizzazioni e la parte restante è finanziata dalla stessa Apt: l’entrata sarà a pagamento (10 euro) e si stima un incasso pari a 80.000 euro.

«Allora nessuno sapeva che Sgarbi sarebbe diventato il presidente del Mart e sono stato io a chiedergli di non rinviare l’evento» aggiunge il presidente che tiene a precisare come i costi maggiori derivino dalle spese di assicurazione, allestimento promozione e pubblicità: «La mostra in sé, e mi riferisco ai quadri e a quello che va alla Fondazione, pesa sul totale per 15.000 euro». La mostra, come ribadisce Rizzi, si inserisce nel lavoro fatto da Apt negli ultimi anni per valorizzare la cultura a partire dalla pubblicazione dell’opuscolo «Cult». «Nello sport, abbiamo grandi eventi come il Napoli, la coppa del mondo di mtb o il fiume Noce, che è un’eccellenza - conclude Rizzi -. Nel settore culturale, invece, non possiamo pretendere di fare grandi numeri con le piccole cose. Dovevamo puntare quindi su un’attività forte, di altissimo livello e con un brand riconoscibile. Si tratta del primo di una lunga serie di eventi eccezionali che ogni anno saranno promossi al castello. Sono sicuro che avrà un grandissimo successo e se, otterremo dei ricavi dalla vendita dei biglietti superiori a quanto preventivato, possiamo ipotizzare di dirottare dei fondi sul finanziamento dei restauri degli affreschi della stanza di Olinda. Non siamo qui per guadagnare ma per rendere più attrattiva la nostra valle».

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