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È referendum sul Tunnel del Peller

In maggio probabile consultazione

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Come una fenice che risorge dalle ceneri, si ripresenta nel dibattito sulla viabilità della Val di Sole il tema dell'opportunità o meno della realizzazione del tunnel del Peller. Una questione, piuttosto complessa, della quale si discute a tutti i livelli - da quello politico a quello turistico ed economico - da lunghi anni e che, anche a seguito delle scelte strategiche effettuate dai passati governi provinciali, sembrava ormai destinata a finire sepolta sotto la polvere degli archivi della memoria. 
Invece, è proprio la Comunità della Valle di Sole, o meglio il suo presidente Guido Redolfi , a riportare in auge l'argomento. E lo fa con l'intenzione di dare la possibilità alla popolazione della valle di potersi esprimere in merito all'opera pubblica. La volontà del presidente è infatti di indire quella consultazione popolare chiesta nel 2011 da oltre duemila cittadini solandri (2.347 per la precisione) con la sottoscrizione della petizione promossa da un apposito comitato capitanato, tra gli altri, dall'ex consigliere provinciale di Forza Italia Flavio Mosconi. Allora il presidente dell'ente era Alessio Migazzi. La petizione aveva portato a un nulla di fatto, con le firme rinchiuse per diverso tempo in un cassetto della Comunità di valle: come conseguenza dell'inerzia mostrata dall'ente nell'approvare il regolamento necessario, il comitato aveva perfino minacciato di ritirarle nel 2012 «in via cautelativa». Tempo prima, all'inizio degli anni ?90, allo scopo di creare il collegamento era nata, su impulso di Funivie Folgarida Marilleva spa, allora saldamente nelle mani del patron Ernesto Bertoli, la società Traforo Cles-Malé spa, oggi ormai scioltasi, alla cui compagine sociale partecipavano anche diversi Comuni.  


«Vogliamo finalmente andare a soddisfare una richiesta venuta dalla popolazione visto anche l'articolo 9 dello Statuto che prevede questo strumento di partecipazione democratica e considerato che nel programma elettorale del centro destra si fa riferimento al tunnel del Peller come opera da riprendere nel medio lungo periodo - spiega Redolfi -. In questo modo, il presidente della Provincia Fugatti, nel momento in cui dovesse affrontare il tema, potrà avere ben presente le aspettative dei solandri». Solandri che però, ricordiamo, non sono gli unici toccati dall'opera dal momento che l'intervento, se fatto, avrà un impatto anche in Val di Non. In attesa di capire come si muoveranno le istituzioni e i cittadini nonesi, il presidente Redolfi ha iniziato a smuovere le acque.  

«Di questa intenzione ne ho già parlato all'interno del Comitato esecutivo e con alcuni sindaci della valle - continua il presidente -. Nelle prossime settimane approfondirò i vari aspetti con il presidente Fugatti e con il comitato che aveva promosso la raccolta delle firme». E, se tutto andrà come auspica Redolfi, la consultazione popolare potrebbe essere indetta dal presidente già in occasione delle elezioni europee di maggio. «Dovremo capire quali sono gli obblighi procedurali che dobbiamo seguire - aggiunge ancora il presidente Redolfi -. Servirà comunque un regolamento per definire, tra le altre cose, chi saranno gli aventi diritto e le modalità di voto. Dovremo stabilire anche quale quesito proporre... La mia idea comunque è quella di sfruttare la tornata elettorale della primavera per poter utilizzare gli spazi adiacenti ai vari seggi che saranno allestiti nei Comuni della valle. 
Ma il presidente della Comunità di valle come si pone all'interno del dibattito? È favorevole all'opera? E quale soluzione, tra le varie proposte, vorrebbe veder adottata? «Personalmente sono favorevole al tunnel - conclude presidente -. Da vicesindaco di Ossana, sono stato tra i pochi amministratori della valle che avevano firmato la mozione di Mosconi presentata in Consiglio provinciale sul tema. La soluzione migliore, per me, rimane quella che prevede l'entrata della galleria tra Malé e Croviana anche se è prematuro parlarne in questo momento».

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