A Rabbi mozione di Penasa e Girardi "Si revochi la fusione in Rabbies Energia srl"

Il consiglio comunale di Rabbi lo aveva approvato nella seduta del 25 ottobre scorso con 12 voti favorevoli e i voti contrari di Franca Penasa e Pierdomenico Girardi. Ora i due consiglieri del gruppo #per noi Rabiesi sul progetto di fusione per incorporazione della «Rabbies Energia 1 srl» nella «Rabbies Energia 2 srl» e, alla data di effetto della fusione, della modifica della denominazione in «Rabbies Energia srl», presentano una mozione affinché il consiglio impegni il sindaco Lorenzo Cicolini ad adottare una delibera di revoca della delibera in questione (la n. 28/2018). 
Questo, si legge nel documento, per «tutelare in maniera corretta il patrimonio del Comune di Rabbi, rappresentato nello specifico dalla concessione di derivazione a scopo idroelettrico dal torrente Rabbies, così come rilasciata in data 4 marzo 2009 al Comune di Rabbi e al Comune di Malé». 
Con questa scelta, scrivono i consiglieri nella mozione, «il Comune di Rabbi ha di fatto messo in mano di altri uno dei beni patrimoniali di maggior valore su cui l’amministrazione comunale e quindi la popolazione poteva contare come sostegno alle entrate proprie. Il Comune di Rabbi infatti è socio di maggioranza con una quota del 51% della società Rabbies Energia 1, società quest’ultima alla quale il Comune di Rabbi nel 2010 ha ceduto la titolarità della concessione di derivazione d’acqua dal torrente Rabbies ad uso idroelettrico. La concessione è stata ceduta dal Comune alla società (per dichiarazione del sindaco) in quanto le banche che hanno finanziato l’operazione di realizzazione delle centrali hanno richiesto che la concessione idroelettrica fosse portata a patrimonio della società come garanzia». A seguito della fusione per incorporazione, si evidenzia ancora «il Comune di Rabbi avrà una quota del 34,486% perdendo così di fatto il controllo della società nella quale ha conferito nel 2010 una dote preziosa». La nuova società sarà quindi partecipata dal Comune di Malé per il 34,499% e dal socio privato, Centraline Trentine srl per il 31,015%. «Va detto inoltre - scrivono ancora i consiglieri -che il socio privato della società con una quota del 31,015% è Dolomiti Energia Holding, società che di fatto ha beneficiato in maniera esclusiva del passaggio delle centrali trentine da Enel alla Provincia e ha quindi una potenza finanziaria con la quale il Comune di Rabbi non può certo competere». 
La fusione, approvata dai consigli di entrambi i Comuni, nasce in applicazione della cosiddetta Legge Madia che impone la revisione delle partecipazioni societarie, dirette o indirette, possedute da parte delle amministrazioni pubbliche. Una legge, si sottolinea, per la quale «in questi giorni il Governo ha presentato una proposta di modifica che offre la possibilità di bloccare o di sospendere ogni misura di razionalizzazione delle società come appunto quella messa in atto dal Comune di Rabbi».
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