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Giulia Zanotelli: "In Val di Non noi della Lega

abbiamo raccolto il voto degli scontenti del Patt"

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«Le valli si sono sentite abbandonate dal Patt e dalle altre forze che hanno governato fino a ieri in Provincia. Il risultato che ha premiato la Lega anche in Val di Non non fa eccezione». Giulia Zanotelli (foto), da marzo di quest’anno deputata del Carroccio, inquadra così il voto di domenica nella sua Val di Non. Un voto che ha portato il partito di Fugatti e Salvini dal 5,23% del 2013 al 25,97% di oggi. Calcolatrice alla mano è evidente il travaso di consensi fra i partiti che hanno governato la Provincia negli ultimi cinque anni e la Lega.
«E’ stato così un po’ in tutto il Trentino - argomenta Zanotelli - In generale il fenomeno si spiega con il senso di abbandono percepito nelle valli di cui ho detto prima. Venendo alla Val di Non, questa sensazione noi l’abbiamo colta diffusamente e anche un po’ a sorpresa fra agricoltori e allevatori. 
Lamentele esplicite, rimaste evidentemente inascoltate dal Patt, riguardanti le difficoltà ad accedere ai finanziamenti europei della Pac (Politica agricola comune) e del Psr (Piano sviluppo rurale) spesso a causa di un’eccessiva burocratizzazione delle procedure». L’altro bacino in cui la Lega ha attinto è quello degli artigiani: «Il malcontento era tangibile - continua la deputata e neoconsigliera provinciale di Tuenno -. Alla giunta Rossi in particolare gli artigiani non hanno perdonato alcune “non decisioni” su viabilità e urbanistica: strettoia di Romeno, ampliamento della zona commerciale di Mollaro, interramento della Trento-Malé tra Mollaro e Taio e decisione di stralciare la rotatoria di Dermulo dirottando altrove i fondi per realizzarla». A differenza di altre vallate del Trentino, in Val di Non la sanità non è stata argomento caldo della campagna elettorale: «Il mantenimento del punto nascite all’ospedale di Cles - ammette Zanotelli - è stato giustamente approvato dalla popolazione. Ora toccherà a noi vigilare affinché rimanga un fiore all’occhiello».
Ma Zanotelli vigilerà da deputata o da consigliera provinciale? 
«Non è una scelta che compete a me. Da buon soldato rispetterò le decisioni che assumerà la Lega. Personalmente dico prima il Trentino e dopo Roma, ma qualsiasi decisione mi andrà bene».

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