A Ronzone la protagonista del week-end è stata la patata

«Siamo soddisfatti, grazie alla collaborazione dell’intero paese e di realtà limitrofe riusciamo a far vivere questa manifestazione, che costituisce l’apertura ufficiale dell’autunno anaune. Anche quest’anno abbiamo una cinquantina di espositori, in aumento ad ogni edizione, c’è anche chi viene da lontano, ad esempio un produttore di formaggi della Valtellina che è presenza fissa da dodici anni ed un modenese che espone artigianato etnico». Il sindaco di Ronzone, Stefano Endrizzi, è in prima linea per la «Festa della patata e dei sapori d’autunno», organizzata da Comune e Pro loco, con la collaborazione delle Pro loco di Romeno e Cavareno, giunta quest’anno alla 17’ edizione. 
La giornata di sabato è stata un po’ sottotono, causa le avverse condizioni meteorologiche; a sera comunque sono stati servizi oltre 500 pasti (con la patata a farla da padrona, ovviamente), mettendo a dura prova gli addetti alla cucina, così come il pienone è stato registrato a sera con il concerto tributo a Vasco Rossi, tantissimi giovani che poi sono stati accompagnati fino a notte fonda con musica proposta da dj. 
Domenica, buona affluenza fin dal mattino, e movimento «commerciale» sostenuto, dato che sulle bancarelle sono proposti prodotti gastronomici tipici, della valle di Non ma anche di altre zone, con presenza confermata ed in crescendo della zona dell’Oltradige, che di anno in anno arricchisce con proposte varie questa mostra mercato autunnale. La patata, appunto, al centro dell’attenzione, con ricchezza di varietà, dalle adora alle monnalisa, dalle majestik alle cicero e via dicendo.
«Anche se la produzione quest’anno è stata limitata - afferma Tarcisio Fattor di Romeno, esponente di un’azienda agricola grande produttrice del tubero. - La siccità estiva, da inizio giugno a metà luglio, ha condizionato la quantità». Un’azienda, quella dei Fattor, molto innovativa: allevamento, produzione di mele in via di trasformazione verso il biologico, patate, cipolle, quest’anno anche orticole, cioè piante di insalata totalmente conferite ad una azienda trevisana, con la novità del marchio che l’azienda pone sui propri prodotti («Alta», che sta sia per qualità, sia per dislocazione in valle). 
A completare l’offerta della festa il pranzo tipico (a base di tortello di patate), il mercatino delle pulci, le visite gratuite alle esposizioni dei musei locali, alla chiesetta di Sant’antonio ed al Giardino ella rosa, il laboratorio di lavorazione del legno (anche per bambini) del romenese Michele Tullio, l’animazione, lo show cooking con lo chef Michele Bavuso, le estrazioni della lotteria abbinata alla manifestazione che hanno concluso la giornata. Ora il testimone passa a Pomaria, che la settimana prossima ritorna per la seconda volta a Cles, e che celebra la 13ª edizione.
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