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Dwayne Beach: «Foto sfregiata?

Assurdo, accolto sempre bene»

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Dwayne Beach ricorda le sette settimane che ha trascorso a Mezzano come la realizzazione del sogno della sua vita, quello di venire in Italia. Violista, violinista, ballerino e cantante, l'artista americano di colore, il cui volto è stato asportato pochi giorni fa dal cartellone che reclamizza Mezzano Romantica e la collaborazione con la Music Academy, è stato raggiunto a New York, dove vive e sta per incidere il suo primo disco, dalla notizia dello sfegio vandalico, di probabile matrice razzista.  

Una matrice che ha lasciato Dwayne incredulo: «Grazie alla Music Academy International - ricorda in italiano , lingua che ha studiato insieme alla viola all'Hunter College di Manhattan - ho potuto realizzare il desiderio di venire in Italia, un viaggio che ho sempre sognato di fare. Sono rimasto a Mezzano solo sette settimane ma lì ho conosciuto tanti amici e incontrato musicisti provenienti da tutto il mondo, potendo fare lezioni e prove orchestrali con alcuni dei maestri più quotati. E l'ospitalità del Comune è stata davvero amichevole». Un'esperienza che ha portato Luigi Valline, macellaio a Mezzano e fotografo, a chiedere a Dwayne Beach - con cui aveva stretto amicizia - di posare per una serie di foto: «Una richiesta che mi ha fatto molto piacere, mi sono sentito onorato di diventare il volto di questi scatti». Scatti che poi hanno indotto il Comune di Mezzano e l'organizzazione del Music Festival a scegliere proprio il musicista newyorchese come testimonial dell'evento che per settimane riempie la valle di musica e che sul territorio, solo l'anno scorso, ha portato un indotto di 530mila euro. 

«Ho letto articoli recentemente sul fatto che in Italia ci siano diversi movimenti politici contro i gli immigrati e i neri, che hanno portato anche a compiere atti violenti. È una cosa molto brutta per un Paese con una storia di convivenza avere ancora persone con una mentalità così retrograda, che possono riportarci a momenti scuri della esistenza umana. È un peccato, un grande peccato. Per questo non voglio credere che sia il razzismo la ragione di quanto accaduto, anche se il razzismo esiste e atti vandalici di questo genere sono sintomo di un'intolleranza sistematizzata». 
All'opinione del musicista (che si può conoscere meglio e ascoltare accedendo al suo sito www.dwaynebeach.com) si aggiunge quella dell' associazione TraMe e TErre .  

«Ci occupiamo ormai da dieci anni di immigrazione e intercultura nelle Valli di Primiero, Vanoi e Sagron Mis - scrive Chiara Gobber - . Lo facciamo attraverso laboratori nelle scuole; offrendo spazi e momenti informativi, attraverso attività culturali presso il Centro Interculturale noiAltri. Lo abbiamo fatto occupandoci dell'accoglienza dei richiedenti protezione internazionale e lo facciamo tutt'ora, affiancando con corsi e proposte varie gli operatori di Croce Rossa. È facile? Non sempre. Tutti sono sempre stati aperti e disponibili? Non sempre».
Infatti, prosegue Gobber, «in questo ultimo periodo il sentore della gente, l'apertura verso l'altro, la capacità di accogliere, hanno in parte subito una battuta d'arresto. I grossi fenomeni migratori contemporanei, complessi e difficili da comprendere, spaventano e alimentano paura e diffidenza e si arriva sempre più spesso ad azioni e parole esplicitamente razziste come non se ne vedevano e sentivano da tempo».  

Ma nonostante questo, l'associazione è cresciuta e ha coinvolto moltissimi volontari. Per TraMe e TerrRe, «questo significa che molti cittadini delle nostre valli in questi dieci anni si sono impegnati, hanno informato, difeso, lavorato per un'interazione positiva tra migranti e non. Quegli stessi cittadini che in questi due giorni ci stanno scrivendo e telefonando disorientati da un gesto di matrice razzista dal quale vogliono prendere le distanze». 
Primiero è infatti, prosegue la nota, «un territorio che sa accogliere, non solo i richiedenti protezione Internazionale ma anche i quasi 400 stranieri residenti e lavoratori oltre ai numerosi migranti di vecchia generazione ed ormai cittadini italiani a tutti gli effetti. Questo non è il primo episodio di intolleranza, forse il più plateale, questo sì. Un gesto deprecabile e dal quale vogliamo a gran voce prendere le distanze, a nome anche di tutte quelle persone che in questi giorni ci contattano indignate, ma vogliamo anche leggerlo come uno stimolo ulteriore a continuare nel lavoro che da dieci anni, con il sostegno di cittadini e istituzioni, stiamo portando avanti, convinti che la capacità di accogliere delle nostre Valli sia molto più forte della paura e del pregiudizio».

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