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Ruffrè la prossima estate ricorderà

l'illustre compaesano Ettore Castiglioni

E' considerato uno dei gradi alpinisti dolomitici del Novecento

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L’estate prossima a Ruffré  si terrà una manifestazione a ricordo di Ettore Castiglioni (a destra nella foto con Bruno Detassis), considerato uno dei grandi alpinisti dolomitici del Novecento: al Salone imperiale di Passo Mendola sarà proiettato il film «Oltre il confine, la storia di Ettore Castiglioni», presentato all’ultima edizione del Trento Filmfestival. Sarà presente il regista Andrea Azzetti; e nell’occasione saranno consegnati a Comune e Pro loco 100 copie dvd del filmato.
A motivare questo progetto, il fatto che Ettore Castiglioni è nato nel 1908 a Ruffré, sia pure da famiglia (benestante) di origine milanese. «Nella rappresentazione cinematografica appare anche una significativa immagine del comune di Ruffrè - viene affermato nella delibera con cui la giunta comunale guidata da Donato Seppi concede un contributo alla Pro loco per l’iniziativa in parola – e questo costituisce un importante veicolo di promozione del territorio locale».
Ettore Castiglioni non fu comunque solo un alpinista. Inizialmente sì: a soli 15 anni compì la sua prima scalata sulle Dolomiti, e da allora non smise mai, tanto da aprire oltre 200 nuove vie nell’intero arco alpino, con imprese anche epiche portate a termine in compagnia di Celso Gilberti (spigolo nord della Presolana) e poi di Bruno Detassis, con cui aprì numerose vie nel gruppo di Brenta, per partecipare anche ad una spedizione in Patagonia guidata da Aldo Bonacossa. All’attività alpinistica si somma la sua opera documentaristica: pubblicò importanti guide su Pale di San Martino, Gruppo dei Feruc, Alpi Feltrine, Odle, Sella, Marmolada, Brenta, Alpi Carniche… Tutto questo gli fruttò la medaglia d’oro al merito alpinistico.
Dopo lo scoppio della Seconda guerra mondiale venne arruolato, sottotenente degli Alpini, operò presso la scuola militare di Aosta; dopo l’8 settembre del ’43 scelse la via della Resistenza. Data la sua conoscenza dei monti operò sull’Alpe Berio, nella Valpelline, sul confine italo-svizzero; lì contribuì a salvare, aiutandoli a varcare la frontiera, centinaia di antifascisti ed ebrei perseguitati dalle leggi razziali. Tra quanti aiutò a riparare in Svizzera anche Luigi Einaudi, destinato a diventare, pochi anni più tardi, il secondo presidente della neonata Repubblica Italiana.
Quel periodo segna la sua sorte: arrestato una prima volta dalle guardie svizzere, e poco dopo rilasciato, gli viene interdetto l’ingresso nel Paese. Lui però prosegue il suo «lavoro»; fermato una seconda volta, viene posto agli arresti in un albergo, ma privato di scarponi, giacca a vento e quanto serve per affrontare le alte quote. Lui fugge comunque, vestito di una coperta e lenzuola, senza scarpe… Scavalca le Alpi attraverso Passo del Forno, ma termina il suo viaggio assiderato poco dopo aver varcato il confine. È a questo personaggio, notissimo nel mondo dell’alpinismo, che il Comune di Ruffré-Mendola, dove egli nacque, riserva la manifestazione sopra descritta, in occasione del 110° anniversario della sua nascita. Ettore Castiglioni è sepolto a Tregnago, in provincia di Verona, dove la sua famiglia possedeva una villa; la sezione Cai della cittadina veneta è a lui intitolata, come lo sono delle vie affrontate nell’epoca dell’alpinismo da lui vissuta, ed un celebre bivacco.

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