‘Ndrangheta

Coordinamento lavoro porfido: “Preoccupa che il Comune Albiano non sia parte civile in Perfido 2”

Tra un paio di giorni è in programma la seconda udienza del secondo troncone del processo che nella prima fase ha sancito l'infiltrazione mafiosa di tipo 'ndranghetista nel settore del porfido in Trentino

ALBIANO. A due giorni dalla seconda udienza del secondo troncone del processo Perfido, che nella prima fase ha sancito l'infiltrazione mafiosa di tipo 'ndranghetista nel settore del porfido in Trentino, il Coordinamento lavoro porfido (Clp) torna a criticare la decisione del Comune di Albiano di non costituirsi parte civile nel procedimento contro i cosiddetti "colletti bianchi", in cui sono imputati anche il comandante e due carabinieri in servizio presso la stazione di Albiano quando, il 2 dicembre 2014, in un cantiere di Lases un operaio cinese fu vittima di sequestro e pestaggio.

Più di 30 cittadini residenti ad Albiano, lo scorso 24 febbraio, avevano chiesto all'amministrazione comunale di valutare l'eventuale costituzione a parte civile nel secondo troncone.

La richiesta è stata negata una prima volta in quell'occasione, e una seconda dopo le ultime elezioni comunali di maggio, senza però - ha sottolineato il Coordinamento lavoratori porfido in conferenza stampa nella sala delle associazioni di via Oss Mazzurana, a Trento - passare dal Consiglio comunale.

"Il fatto di avere usato quest'escamotage e di non averne discusso in Consiglio pone dei seri interrogativi sul perché questi consiglieri comunali non abbiano ritenuto di metterci la faccia, e sul radicamento di quello che chiamo 'agire mafioso', che va ben al di là dei soggetti calabresi fin qui combattuti", sottolinea all'Ansa il portavoce del Coordinamento Walter Ferrari.

La seconda udienza, fissata per venerdì 18 luglio alle 10, cade il giorno prima della commemorazione della strage di via d'Amelio, in cui perse la vita il giudice Paolo Borsellino. "Per parte nostra, in prossimità della ricorrenza, proprio di quel 19 luglio, rinnoviamo il nostro impegno fattivo nel contrasto all'agire mafioso, in difesa dei diritti dei lavoratori, così come degli spazi democratici garantiti dalla nostra Costituzione repubblicana e antifascista, oggi più che mai sotto attacco", conclude il Coordinamento lavoro porfido, che critica anche i patteggiamenti concessi a due imputati davanti al Gip il 23 maggio 2025.

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