Trento / La tragedia

«Bassma era solare, in ospedale sempre molto attiva e attenta nei confronti dei colleghi e dei pazienti»

Grande dolore per la morte della giovane infermiera del Santa Chiara, vittima dello schianto di ieri mattina sull'A22 a Trento sud. Le lacrime e lo sgomento della comunità di Mezzolombardo, dove vive la famiglia Fatih. I ricordi nelle parole dei colleghi in ospedale. Al momento non è ancora stata fissata la data dei funerali

LA TRAGEDIA Tamponamento nella notte in A22 a Trento sud: perde la vita una ragazza
IL DOLORE I colleghi infermieri: "Aveva entusiasmo e professionalità rari, un vero esempio"

 

TRENTO. Grande dolore a Mezzolombardo, così come al'ospedale Santa Chiara e fra tutte le persone che conoscevano la giovane infermiera Bassma Fatih, che ha perso la vita ieri mattina, in un tragico schianto in A22, alle porte di Trento sud.

La giovane, 31 anni, era diretta a casa, a Mezzolombardo, quando la sua vettura, Una Renault Scenic, è finita contro un mezzo pesante che a quanto pare era fermo in coda in seguito a un precedente incidente.
Erano quasi le due del mattino, sul posto nessun segno di frenata, l'urto è stato devastante e la ragazza è morta sul colpo.

La trentunenne è purtroppo l'ennesima vittima di incidenti mortali dalla dinamica simile. Sulle cause del tragico schianto ora sono in corso le indagini.

Al momento, nella serata di venerdì 24 giugno, non è stata ancora resa nota la data dei funerali.

Bassma era cresciuta a Mezzolombardo, dove viveva con i genitori. Aveva una sorella e un fratello che da qualche tempo si trasferito è in Canada.
Le amiche descrivono Bassma come una ragazza attiva e solare, che ultimamente si era via via appassionata sempre di più anche alla montagna e alle escursioni nella natura.

La giovane infermiera lavorava nel reparto di Rianimazione 1 dell'ospedale Santa Chiara di Trento: qui i colleghi hanno appreso con sgomento della morte di Bassma, una ragazza stimata e amata anche nell'ambiente di lavoro.

Era arrivata a novembre 2020, in piena pandemia. «Era una persona - la ricorda Alessia Milan, coordinatrice infermieristica della Rianimazione 1 - riservata ma solare, sempre molto attiva e disponibile nei confronti dei colleghi. Dava tutta se stessa sul lavoro ed era attenta e rispettosa nei confronti dei pazienti e dei familiari. Stava anche studiando per migliorarsi professionalmente. Frequentava un corso di approfondimento perché amava molto il suo lavoro».

Sorrideva anche con gli occhi Bassma. «Anche durante la pandemia, quando eravamo bardati, lei la riconoscevano tutti dai suoi occhioni neri».

Incredulità e profonda tristezza sono i sentimenti espressi anche dall'Ordine degli infermieri del Trentino. «Tutti noi siamo senza parole. Siamo distrutti - commenta il presidente, Daniel Pedrotti - da questa perdita: ci lascia una collega che metteva un entusiasmo e una professionalità rara, se non unica, nell'essere infermiera e in tutto quello che faceva. Piena di vita, con un'allegria e una positività incredibile, Bassma ha affrontato tutte le sfide di questo periodo di pandemia sempre al fianco dei pazienti e continuando ad investire sulla sua formazione universitaria per dare sempre il massimo nell'assistenza. Bassma è stata veramente un esempio, sia dal punto di vista professionale che umano».

L'Ordine delle Professioni infermieristiche della Provincia di Trento esprime il suo cordoglio e vicinanza per la scomparsa della collega Bassma Fatih e si unisce al dolore, profondo, della sua famiglia e di tutti i colleghi che hanno condiviso con lei la professione in questi anni e che oggi ne piangono la prematura scomparsa: «Oggi siamo tutti più soli senza di te, Bassma».

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